8 settembre 2011 Manovra: meno 3.500euro per le famiglie Berlusconi manda avanti una politica che guarda solo ai propri interessi e impedisce la crescita. Ora colpisce le famiglie, le imprese e gli enti locali mentre difende gli stipendi dei parlamentari

La manovra economica costerà alle famiglie romane, nei prossimi quattro anni, oltre 3.560 euro, per un totale di oltre 6 miliardi di euro, mentre il taglio agli Enti locali del territorio sarà di 2,6 miliardi di euro.

A calcolarlo, lanciando l’allarme contro “una manovra che assesta un colpo durissimo e drammatico alle famiglie” è stato Nicola, presentando un un monitoraggio realizzato dal centro studi di palazzo Valentini sull’impatto sui cittadini della Capitale del provvedimento approvato ieri da palazzo Madama.

Nello studio elaborato dalla Provincia sono state considerate solo quattro voci della manovra: i tagli agli Enti locali, l’ aumento dell’Iva, l’ aumento dell’addizionale Irpef per il Comune di Roma ed il blocco degli aumenti per i dipendenti pubblici. Restano fuori dal conto i tagli alla sanità, ai ministeri, agli stipendi pubblici oltre i 90 mila euro, l’aumento del bollo sui dossier titoli, l’aumento della tassazione delle attività finanziarie e il contributo del 3% per i redditi oltre i 300 mila euro.

Per quanto riguarda l’impatto su Roma dei tagli agli enti locali, questi si dividono in diretti e indiretti, cioè derivati dai tagli alla Regione. Il totale fra queste due voci e’ di 429,5 milioni in meno nel 2011, che salgono a 689,6 nel 2012, 759,2 nel 2013 e 759,2 nel 2014, per un totale di 2,637 miliardi. C’è poi l’aumento dell’Iva dal 20 al 21%: secondo le stime l’impatto sarà di 80,7 milioni di euro che saliranno a 488,6 milioni negli anni successivi per arrivare ad un totale di 1,546 miliardi nel quadriennio 2011-2014.

E ancora: l’aumento dello 0,4% dell’addizionale Irpef per il Comune di Roma equivale a circa 160 milioni di euro l’anno, risorse che saranno destinate esclusivamente per il piano di rientro del deficit. La cifra, nel quadriennio, tocca dunque 640 milioni di euro. Ultima voce considerata è il blocco degli aumenti dei dipendenti pubblici (quasi 344.000 in tutto il territorio provinciale), che vale 140 milioni di euro nel 2011, 265 nel 2012, 387 nel 2013, 510 nel 2014 per un totale di 1,3 miliardi di euro.

“Il governo – ha spiegato Nicola – sta mettendo pesantemente le mani in tasca. È evidente che la manovra e’ un colpo durissimo alle famiglie ed alle imprese perché colpendo i consumi interni si persegue una strategia economica senza sbocco. Si tratta di una manovra ingiusta ed iniqua, che contestiamo anche per qualità nel reperimento dei soldi. Abbiamo avuto manovra che colpisce chi paga le tasse e chi vive in funzione dei servizi, che scompariranno in maniera drammatica“.

Nei confronti degli Enti locali, ha detto ancora Zingaretti, “si è fatto un errore drammatico: Berlusconi ed il governo non hanno capito che il problema non sono enti locali, che potrebbero essere soluzione. Questa situazione è ancor più ridicola poiché generata da una forza di governo che ha ottenuto il voto per il federalismo, su cui, fra l’altro la maggioranza è naufragata”.

Nicola ha parlato poi di “schifo e vergogna: in una situazione del genere c’è un governo che si preoccupa di salvaguardare gli stipendi dei parlamentari“.

“Lancio un appello – ha detto, infine, Nicola – a tutti i parlamentari del Pdl del Lazio, che devono votare la manovra, a non prendere in giro i cittadini. A me ha fatto piacere che fino ad adesso tutti con grandi appelli, manifestazioni e proteste, urla e interviste, abbiano gridato allo scandalo. Ora chiedo coerenza. Se si è contro bisogna essere coerenti e bisogna vedere se si difenderà in Parlamento un’identità di partito o un legame nei confronti dei nostri territori”.


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