27 gennaio 2013 La Memoria della Shoah per costruire un futuro migliore Di fronte al ritorno di fenomeni di intolleranza, non dobbiamo voltare la testa o mostrare timore. Dobbiamo respingere con forza ogni indecente tentativo di chi cerca di manomettere la verità storica. Questo 27 gennaio lo voglio dedicare a Shlomo Venezia, un grande uomo che con la sua recente scomparsa ci ha lasciato più soli

Voglio dedicare questo 27 gennaio a Shlomo Venezia, un grande uomo che con la sua recente scomparsa ci ha lasciato più soli.

E voglio dedicare questa giornata della Memoria anche a tutti i sopravvissuti che, in questi anni, hanno incarnato il valore della memoria, trovando  la forza di tornare nei campi di sterminio nazisti per trasmettere la loro storia a migliaia di ragazzi e ragazze: non solo per ricordare, ma per darci la possibilità di costruire un futuro migliore.

L’unico modo per essere coerenti con il dovere della memoria è l’impegno quotidiano per combattere la vergogna dell’oblio e l’oscenità del negazionismo. Di fronte al ritorno di fenomeni di intolleranza, non dobbiamo voltare la testa o mostrare timore.

Dobbiamo respingere con forza ogni indecente tentativo di chi cerca di manomettere la verità storica, e non cedere mai alla tentazione di considerare la Shoah come un fatto ormai lontano nel tempo, come il dramma di un’altra generazione, e non come una tragedia che segna per sempre la nostra identità.

 


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