17 luglio 2012 La nostra sfida per la riscossa di Roma Con la Festa Popolare abbiamo raccontato una bella storia. Quella di quattro anni alla Provincia, con un’esperienza positiva che non ha nulla a che fare con i problemi che Roma ha conosciuto in questi anni. Abbiamo bisogno che la nostra città non getti la spugna, che competa nel mondo: vogliamo lavorare per una Roma verde, digitale, creativa e solidale. Si può fare solo con la partecipazione di tutte e tutti. È partita una grande sfida che insieme possiamo vincere

Mi candiderò a sindaco di Roma. Lo farò insieme a tutti voi, per chiedervi cosa serve alla mia, alla nostra città.

Con la Festa Popolare di piazza San Cosimato abbiamo raccontato una bella storia. Quella di quattro anni di idee diventate realtà alla Provincia dove c’è un’esperienza positiva che non ha nulla a che fare con i problemi che Roma ha conosciuto in questi anni.

Abbiamo raccontato il wi-fi più grande d’Europa, i pannelli per l’energia solare su tutte le scuole e ancora, Porta Futuro, il centro per far incontrare chi cerca e chi offre lavoro. E poi il progetto per sostenere le neomamme con supporto pratico e assistenza e i tanti progetti per il sociale, per migliorare la qualità della vita delle persone.

E’ giusto raccontarlo, per rendere chiaro che è possibile governare la cosa pubblica anche con più amore.

Roma sembra oggi una città smarrita, che ha perso la bussola: dalla burocrazia che non funziona, alla sporcizia, alla scarsa qualità dei servizi di trasporto pubblico.

E’ vero che c’è crisi ma vero anche che nel mondo ci sono economie che crescono e noi abbiamo molte cose da offrire: la bellezza, la cultura, la nostra capacità di creare prodotti unici.

Il primo punto da cambiare è affermare la cultura della legalità: serve un nuovo patto civile nel quale vengono coinvolti i cittadini, un patto fatto di diritti e doveri.

Per questo dobbiamo scegliere i migliori nei posti di responsabilità e non i fedeli al servizio del principe.

Una città che cresce poi non rinuncia all’acqua pubblica e Acea non si vende, Roma ne ha bisogno, ora più che mai.

Una città che cresce pensa al verde, che vuol dire anche un nuovo modo di spostarsi, perché i cittadini hanno diritto a non avere la macchina, quando i mezzi pubblici funzionano.

Basta con i trucchi, basta con le forze consolidate, serve grande spirito civico.

Non cederò mai all’antipolitica perché sono convinto che la politica serve ai più deboli contro i più forti. Bisogna dire basta, allora, al lato peggiore della politica, a oligarchie e spartizioni interne perché così la città muore.

Voglio ringraziare tutte le persone che stanno costruendo i grandi risultati di questi anni, chi ci scrive inviandoci le sue idee e chi racconta la Roma che ha in mente, chi ha partecipato alla Festa Popolare.

Una piazza piena, felice, senza imbrattare la città neanche con un manifesto. Una prima sfida vinta.

Una serata dedicata a Miriam Mafai: sono certo che se fosse ancora viva sarebbe stata con noi. Faremo tesoro dei suoi insegnamenti.

Ora scriviamo insieme un programma per la riscossa di Roma. Si può fare solo con la partecipazione di tutte e tutti.

Abbiamo bisogno di una città che non getti la spugna, che competa nel mondo: una città verde, digitale, creativa e solidale.

Noi continueremo a lavorare fino alla fine perché abbiamo ancora tante cose da fare alla Provincia.

E’ partita però una grande sfida in cui ci sarà bisogno di tutti e quando sarà il momento ci impegneremo per una grande partita per l’identità e l’orgoglio di Roma.


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