17 novembre 2010 La Provincia del futuro

Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, ospite a Leggo per un forum, racconta i suoi primi due anni e mezzo a Palazzo Valentini. – 17 novembre 2010

Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, ha partecipato a un forum con la redazione di Leggo. Un incontro per illustrare il cammino nei suoi primi due anni mezzo di lavoro: un bilancio di metà mandato in cui l’esponente del Pd, oltre a raccontare i risultati portati a termine in Provincia, ha affrontato temi di politica nazionale come la crisi di governo e le difficoltà interne al suo partito, soffermandosi poi sulle iniziative che intende intraprendere per migliorare la qualità della vita dei romani. II tutto con un occhio particolare al suo ruolo presente e futuro all’interno del Pd.

Due anni e mezzo alla guida della Provincia. Qual è il suo bilancio?

«Quando siamo arrivati c’era un clima particolare, si chiudeva un ciclo politico a Roma e un altro nel centrosinistra. Noi abbiamo scelto di non atteggiarci a opposizione di qualcuno che ci aveva preceduto e abbiamo aggredito tutti i cancri del centrosinistra: la litigiosità e l’inconcludenza su tutti. Abbiamo cercato un modo di governare diverso, provando a fare cose nuove».

Una di queste è il progetto Wi-fi, cavallo di battaglia nella campagna elettorale. Ora si parla anche di modificare il decreto Pisanu, rendendo più snelle le procedure.

«In Italia il Wi-fi non è mai decollato perché, in virtù del decreto, bisogna fare una registrazione con documento a ogni accesso. Con il nostro progetto si effettua una registrazione unica tramite scheda telefonica, senza documenti e ci si collega a Internet in tutti i punti in cui siamo presenti, dai Comuni dell’hinterland a Piazza di Spagna. Molte altre Province ci chiedono di aderire al progetto. In questo modo stiamo creando una Rete sempre più grande che potrebbe abbracciare l’intero territorio nazionale».

Le compagnie telefoniche non si ribellano?

«Eh, lasciamo stare (ride. ndr). In realtà noi stimoliamo la domanda: il raggio d’azione del Wi.fi è di 250 metri, non è ipotizzabile che il segnale che noi forniamo raggiunga le abitazioni e basti a saturare il mercato. E poi, scusate. anche l’illuminazione stradale è gratis, ma poi ognuno a casa sua paga l’elettricità».

Sicurezza e lavori sulle strade della Provincia. Cosa si è fatto e cosa si farà?

«Abbiamo messo in campo, correndo come dei matti, le aperture dei cantieri che ci permetteranno entro il 2013 di fare dei lavori di ingresso a Roma sulle arterie più importanti. Tra queste il raddoppio della Laurentina fino al Raccordo, aprirà la Nomentana bis fino a dopo Fonte Nuova, metteremo in sicurezza l’Ardeatina».

Dove troverete i fondi?

«I tagli ai trasferimenti dallo Stato mettono a rischio la possibilità di fare manutenzione sui 2.500 km di strade di nostra competenza. Per questo abbiamo studiato una formula innovativa: abbiamo diviso le strade in lotti che daremo in gestione a imprenditori privati. In cambio della manutenzione, avranno la possibilità di pubblicizzare le loro attività lungo la strada. Per i primi 200 km saremo pronti nel 2011».

Pedaggio sul Raccordo: che cosa succede?

«Abbiamo fatto di tutto per fermarli. Su questo tema c’è una grande confusione. Aspettiamo che il governo chiarisca le modalità di pagamento. Per ora possiamo solo dire che si tratta di una follia: il Gra non è un’autostrada perché ha standard diversi e svolge una funzione di grande arteria urbana. Mi auguro che il governo faccia un passo indietro, anche perché nel Lazio sono stati tolti 450 milioni ai trasporti. Così si mettono le mani due volte nelle tasche dei cittadini».

E l’edilizia scolastica?

«Abbiamo in cassa 450 milioni di Curo ma non possiamo usarli, sono congelati. Abbiamo chiesto al governo di poter sbloccare queste risorse, ma non abbiamo ricevuto risposte positive. Senza questi soldi non possiamo riparare le scuole che necessitano ristrutturazioni: prima c poi rischiamo di chiudere gli istituti malandati per motivi di sicurezza».

ll tema degli ultimi due anni è stato: le Province servono o no? Perché dovremmo tenerle in piedi?

«Gli enti che avranno sempre di più un ruolo sono quelli che producono reti. Nelle ultime Finanziarie ci sono stati numerosi inviti a “socializzare” acqua, rifiuti e servizi. La dimensione nuova è quella della interrelazione comunale: la Provincia deve servire a coordinare il lavoro dei Comuni. Piuttosto taglierei i consigli di amministrazione di quella miriade di enti di 2°, 3° e 4° livello che sono il vero fattore di costo della politica e di burocratizzazione della macchina: consorzi, autorità, enti parco. Molti sono inutili. Sono tutti nominati e quasi tutti governati da consigli d’amministrazione. Nessuno propone mai di scioglierli perché questi cda non sono controllati in alcun modo e questo fa comodo a molti»

Pochi giorni a fa un incontro a palazzo Valentini ha parlato delle mafie sul territorio. Ci spieghi

«In Provincia ci sono potenti investimenti di capitali mafiosi. Noi abbiamo presentato una piattaforma unica per gli appalti che servirà a fare da contrasto alle aziende inquinate».

Quindi di mafia si può parlare. II ministro Maroni è andato su tutte le furie perché Roberto Saviano ha detto in tv che la Lombardia è la regione in cui le mafie investono di più.

«E’ necessario sensibilizzare le persone sul tema. Dire che in un territorio c’è la mafia non vuol dire che la gente che ci abita è mafiosa. Su questo argomento la trasparenza è d’obbligo».

La sensazione è che lei in questo momento stia facendo palestra per un futuro da leader.

«Non sopporto quei politici che, nel giorno in cui hanno un incarico, subito pensano a quello che devono fare dopo. Solo a fine mandato ci si deve guardare intorno. Non mi sono candidato alle regionali proprio per questo motivo».

Suvvia, sarà lei il candidato per la corsa a sindaco di Roma nel 2013.

«Fra due anni il centrosinistra dovrà fare le primarie. Ci sono tante persone valide e insieme valuteremo il da farsi».

Parla già da leader di livello nazionale. Scenderà in campo?

«lo sto già in campo, tutti i giorni con il mio lavoro. E il mio metodo ha sempre pagato. Bisogna fare bene il proprio dovere e quando c’è il momento delle scelte, scegliere».

A proposito di scelte, alle primarie di Milano il popolo della sinistra ha preferito Pisapia, ex Rifondazione, a Boeri del Pd. Sembra che gli elettori del Pd siano stanchi dei moderati.

«Non è detto che vinca sempre l’estremismo. A Milano è accaduto che non si è trovata una sintesi all’interno della dirigenza. Però ormai, per come è fatta la nostra democrazia, le primarie sono importanti: ci sono sempre meno occasioni per avere un rapporto diretto con gli elettori. E le primarie danno questa occasione».

Cosa pensa di Vendola?

«Lo stimo, sta svolgendo un ruolo importante per avvicinare tanti all’ambizione del governo. Forse è ancora fermo alla narrazione delle cose che non vanno, degli errori che la sinistra ha commesso. Gli manca ancora una proposta politica concreta».

Cosa pensa di ciò che stanno facendo Renzi e i rottamatori?

«Il tema politico nel centrosinistra in questo momento non è solo dire ai vecchi “Andate via”, ma anche quello di fondare una Repubblica nuova che includa e non escluda. L’Italia che c’è non è difendibile. La sfida della sinistra dovrebbe essere proprio questa: includere gli esclusi, dai precari alle donne che hanno un figlio e perdono il lavoro. agli extracomunitari».

Una domanda sportiva: chi acquisterà la Roma?

«Spero che sia una persona che la ami, come hanno fatto i Sensi».

Con chi sta, con Totti o con Ranieri?

«Con Totti».


Tag: Blog
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