28 luglio 2011 La Provincia per la Somalia: no all’indifferenza

Nella palese distrazione, se non peggio nel disinteresse, della stragrande maggioranza del mondo, la Somalia sta gridando aiuto. Una richiesta muta e disarmata, alla quale non possiamo più voltare le spalle. Quanto sta avvenendo nel Corno d’Africa assume sempre di più i contorni di una immensa catastrofe umanitaria. Un’ondata storica di siccità, unita alla povertà e alla guerra civile, sta riducendo oltre i limiti della fame un numero enorme di persone. Profughi in fuga dal rischio della morte. Bambini soprattutto, almeno un milione secondo l’Unicef: un’intera generazione in pericolo.

La Chiesa, attraverso la voce del Santo Padre, ha lanciato con chiarezza il suo appello. Le istituzioni sovranazionali cominciano a muoversi, forse troppo lentamente. Si stanziano i primi, insufficienti, aiuti, ma la carestia e le epidemie non aspettano. Per questo occorre fare qualcosa. Tutti.

Nel tempo della globalizzazione non ci sono davvero più alibi. Né distanze, né barriere, né carenza di informazioni. C’è solo cinismo, nello stare fermi. E un grande senso di irresponsabilità, perché le distanze non fermeranno la marcia di popoli disperati, le barriere non argineranno l’instabilità che così grandi devastazioni sociali apportano all’equilibrio del mondo.

Quello che accade ci riguarda. Riguarda noi e riguarda il bene comune. Troppo spesso in cerca di un interesse contingente, di un tornaconto immediato, chiusi nel nostro particolare, rischiamo di dimenticare il significato più vero di questa espressione. La categoria del bene comune non può applicarsi solo a una parte, ai vicini, ai simili. Il bene comune, mai come oggi, non può che coincidere con il bene universale.

La Provincia di Roma, raccogliendo l’appello che ci è stato rivolto, ha voluto fare la sua parte. In questi giorni lanceremo una campagna di informazione e sensibilizzazione sulla tragedia del Corno d’Africa: sentiamo il dovere di conoscere e di far conoscere, perché ciascuno possa dare il suo contributo. Per questo, abbiamo voluto dare anche un primo segnale concreto, approvando in giunta un primo stanziamento di 50mila euro e chiedendo ad Agire (Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze) di segnalarci un progetto sul quale intervenire per offrire un sostegno concreto e immediato alle famiglie africane. Tramite Agire, infatti, vogliamo portare acqua, cibo, cure mediche e sostenere tutti quegli interventi che le Ong stanno realizzando. Certo, non è che una goccia d’acqua nel deserto. Ma, intanto, è importante fare una scelta. Raccogliere un testimone. La solidarietà comincia dandosi la mano.

Nicola Zingaretti


Tag: Blog
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