30 luglio 2014 Lavoro: cambiamo il volto dei servizi nel Lazio L’assistenza non basta, è il momento di cambiare. Lucia Valente, assessore al Lavoro della Regione, racconta come stanno cambiando gli strumenti e le politiche che il Lazio mette in campo. Obiettivo: avere la legislazione sul lavoro più avanzata d'Italia

di Daniele Autieri, la Repubblica, 29 luglio 2014

Convincere il governo a rifinanziare la cassa in deroga, frenare l’effetto a catena delle crisi aziendali, dare una prospettiva lavorativa ai giovani: sono le partite sul tavolo dell’assessore al Lavoro della Regione Lazio, Lucia Valente. “Negli ultimi mesi – spiega – abbiamo affrontato importanti vertenze presso il nostro assessorato, l’ultima quella del gruppo Sapa. La crisi deve essere l’occasione per modificare il mercato del lavoro con un migliore incontro tra domanda e offerta, un minore costo del lavoro e una seria politica industriale”.

Ora tutti tremano per il caso Alitalia…
Insieme col governo abbiamo deciso di puntare sulle politiche attive e la Regione utilizzerà il contratto di ricollocazione, il più importante strumento in questa direzione. Dopo gli errori del passato, le crisi si affrontano non solo sostenendo il reddito dei lavoratori licenziati ma aiutandoli a trovare una nuova occupazione anche se.

La Regione è in grado di far fronte alla massa di richieste di cassa integrazione?
Come quasi tutti abbiamo usato gran parte delle risorse 2014 per pagare gli arretrati. Se non arriva il finanziamento statale non ci sono i soldi per la cassa in deroga e dovremo bloccare le autorizzazioni. Il ministro Poletti ha promesso che il consiglio dei ministri nei prossimi giorni affronterà il tema della copertura. Staremo a vedere.

Esiste un’alternativa agli ammortizzatori sociali? Qual è la strada per ricostruire il lavoro?
Il riequilibrio delle politiche passive e delle politiche attive, che devono diventare il fulcro delle iniziative per il lavoro. La prima è la Cig, le seconde le iniziative volte a promuovere l’occupazione e l’inserimento lavorativo. Oggi c’è ancora uno squilibro: nella Finanziaria 2014 il contratto di ricollocazione è finanziato con solo 15 milioni e la Cassa in Deroga con 600.

Quali sono gli interventi della Regione contro la disoccupazione giovanile?
Il progetto europeo Garanzia Giovani è un’opportunità che, oltre ad affrontare il problema dei Neet (chi non studia, non lavora, non è in formazione), permette di potenziare le altre politiche attive, una sorta di prova generale. Nel Lazio arriveranno 137 milioni per il biennio 2014-15. Se il metodo funziona sarà bene pensare ad una nuova programmazione.

Quanta parte dei fondi europei saranno destinati alle politiche lavorative?
Oltre ai fondi che arrivano dall’Europa per la Garanzia Giovani con il Fondo Sociale avremo a disposizione 360 milioni per il diritto alla formazione e all’occupazione, di questi 60 milioni saranno utilizzati per il Contratto di Ricollocazione e 80 milioni per il reddito minimo d’inserimento al lavoro. Con l’utilizzo virtuoso e mirato dei Fondi europei noi vogliamo rivoluzionare l’attuale sistema dei servizi per il lavoro e l’occupabilità. Riformeremo la legge regionale sul reddito minimo, destinando il sostegno esclusivamente a coloro che si impegnino in un percorso attivo di ricerca di un nuovo lavoro. Intanto con il contratto di ricollocazione, allo stesso soggetto attraverso un voucher pagato dalla Regione offriremo un servizio specializzato di ricerca di un nuovo lavoro. Quando entrambe le misure andranno a sistema, avremo davvero cambiato faccia al sistema del lavoro nel Lazio.


Tag: Blog
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