31 dicembre 2013 Sviluppo e lavoro: le due parole che segneranno il nostro impegno nel prossimo anno In questi ultimi mesi del 2013 abbiamo lavorato pancia a terra per consentire alla nostra regione di voltare pagina. Ora siamo nella condizione di passare dalla stagione dell'emergenza a quella della ricostruzione. La grande sfida del prossimo anno è passare sempre di più dall'innovazione della macchina regionale all'innovazione delle politiche a sostegno della crescita economica e della coesione sociale, insieme possiamo farcela

Sviluppo e lavoro saranno le due parole che segneranno il nostro lavoro nel prossimo anno.

Le statistiche ci dicono che la recessione si sta attenuando, si vede una luce in fondo al tunnel. Ma per uscire dal buio e determinare le condizioni della ripresa, aspettare non basta: molto dipenderà dalle nostre scelte, dalla nostra capacità di metterci in gioco, dalla strategia e dalle decisioni che adotteremo per sostenere l’occupazione e aumentare la competitività del nostro sistema produttivo.

Io sono convinto che il Lazio ce la può fare. In questi ultimi mesi del 2013 abbiamo lavorato pancia a terra per consentire alla nostra regione di voltare pagina. Grazie al ‘decreto 35’ per il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione con le imprese abbiamo ridotto da 12 a 5,5 miliardi il disavanzo della Regione, mettendo in sicurezza il bilancio dal rischio di un vero e proprio default, e abbiamo reimmesso 8,3 miliardi di competitività nel nostro sistema economico. Si tratta di ossigeno puro per le imprese che si accompagna alla rivoluzione con cui abbiamo completamente rinnovato il sistema di accesso al credito, con uno stanziamento di nuove risorse per quasi 300 milioni di euro.

Abbiamo avviato una riforma radicale della spesa pubblica regionale, senza tagliare un euro ai servizi per i cittadini e le imprese, ma tagliando le spese inutile gli sprechi. In sei mesi abbiamo portato a termine la chiusura e l’internalizzazione delle funzioni dell’Agenzia di Sanità Pubblica e l’accorpamento delle 5 società che si occupavano di sviluppo economico in un’unica società, il commissariamento e la razionalizzazione di Laziodisu, e stiamo riducendo da 3 ad una le società che si occupano di mobilità e trasporti. Alla fine di questo processo di riforma, dunque, passeremo da 9 a 2 società e porteremo da 88 a 13 le poltrone nei consigli di amministrazione, quindi via 75 poltrone.

Sull’utilizzo dei fondi europei abbiamo ottenuto un risultato straordinario: centrando pienamente tutti gli obiettivi di spesa grazie allo sblocco di oltre 450 milioni inutilizzati e bloccati su bandi che non stavano funzionando e attivando la cabina unica regionale per rivoluzionare e rendere più efficaci e trasparenti i criteri della nuova programmazione.

La grande sfida del prossimo anno è passare sempre di più dall’innovazione della macchina regionale all’innovazione delle politiche a sostegno della crescita economica e della coesione sociale.

A inizio febbraio presenteremo il Documento Strategico di Programmazione della Regione: uno strumento di governo nuovo che fotografa in modo trasparente il modo in cui utilizzeremo i soldi pubblici fino alla fine della legislatura, e che rappresenta la traduzione in atti amministrativi concreti del programma di governo che abbiamo presentato agli elettori del Lazio.

Le iniziative in cantiere sono tante.

Nelle prossime settimane presenteremo almeno cinque nuovi importanti provvedimenti: l’Agenda verde per la green economy e i green jobs, l’Agenda digitale con l’obiettivo di portare la connessione in banda larghissima e il collegamento pubblico senza fili a internet in tutti i comuni, il Piano triennale per l’internazionalizzazione delle imprese per sostenere l’export e la crescita del ‘Made in Lazio’, il progetto per la partecipazione del Lazio all’Expo 2015, una grande opportunità per valorizzare la vocazione turistica e agroalimentare della nostra terra, e, non ultimo, il primo pacchetto di interventi per il lavoro a sostegno, in particolare, dell’occupazione giovanile e femminile.

Sono iniziative che vogliono aiutare la nostra regione a costruire un nuovo modello di sviluppo e uscire dalla crisi.

Aiuteremo anche i territori, promuovendo bandi diffusi sulla cultura, la coesione sociale e lo sport: un modo trasparente di aiutare la nascita di
nuovi progetti e sostenere gli enti locali e l’associazionismo.

Sul fronte delle infrastrutture e della mobilità, stiamo preparando il nuovo Piano regionale della Mobilità e dei Trasporti, presenteremo a breve il bando di gara per il raddoppio della ferrovia Roma Nord verso Viterbo e il piano per l’utilizzo dei 26 nuovi treni per i pendolari in arrivo entro settembre 2014 grazie all’accordo con Trenitalia.

Infine, permettetemi di dire qualche parola sulla sanità. I problemi che i cittadini incontrano, lo so bene, sono tanti. Ma il lavoro di questi mesi, tra tante difficoltà e singole crisi che abbiamo dovuto affrontare, ci ha portato a una svolta decisiva: grazie alle scelte di riorganizzazione e razionalizzazione adottate e alla redazione nuovi Programmi Operativi, le previsioni ci dicono che nel 2015 i conti della sanità regionale potranno presentare, per la prima volta dopo otto anni di piano di rientro, un attivo di 8 milioni di euro e uscire dal disavanzo: un risultato storico ottenuto senza più ricorrere a tagli lineari e chiusure di ospedali, ma con la trasparenza e l’innovazione.

Questo vuol dire che, finalmente, siamo nella condizione di passare dalla stagione dell’emergenza e della riduzione dell’offerta di salute alla stagione della trasformazione e della ricostruzione del nostro sistema sanitario.Una condizione indispensabile anche per dare sostanza a quelle riforme che abbiamo intrapreso e che diventeranno realtà nei prossimi mesi, dalla nascita delle Case della salute al nuovo piano per il governo delle liste d’attesa.


Tag: Blog
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