16 novembre 2012 Lazio: ma quando si vota? Possibile che sia una cosa così difficile! L’immobilismo della Regione non fa che aggravare la crisi. Non va bene trovarsi senza democrazia e senza soldi. Vorrei votare perché, occupandomi di diritti dei cittadini e dei pazienti, sono molto preoccupata per quello che sta succedendo

Mi piacerebbe andare a votare prima possibile. Significa essere di centrosinistra? Sì, perché in pratica ora volere votare vuol dire appoggiare il PD e non volerlo fare sembra essere un orientamento di centrodestra.

E se uno volesse votare e basta? Io ci ho ragionato parecchio come cittadina laziale, romana di nascita. Vorrei votare al più presto per non vergognarmi ancora ogni giorno di quello che è successo, degli scandali, dei politici impresentabili, dell’arroganza oltre misura, dei soldi buttati dalla finestra. Mi piacerebbe votare per me e per la mia famiglia, perché la mancanza di trasparenza e di democrazia fa male a tutti, anche a quelli che non fanno politica e che rischiano di abituarsi ad essere presi per i fondelli.

Inoltre nessuno ha più una lira e l’immobilismo della Regione non fa che aggravare questa situazione. Non va bene trovarsi senza democrazia e senza soldi. Vorrei votare perché, occupandomi di diritti dei cittadini e dei pazienti, sono molto preoccupata per quello che sta succedendo. Si stanno predisponendo tagli micidiali ai servizi, agli ospedali, all’assistenza ai disabili, senza che ci sia nessuno con cui dialogare, a cui dare i propri consigli e le proprie proposte per non fare uno scempio della sanità pubblica.

Enrico Bondi sta lì alla Regione mandato dal governo e, senza alcuna interlocuzione che lo potrebbe anche aiutare a decidere per il meglio, taglia, mentre in altre stanze e alla Pisana c’è chi continua a rubare e farsi i fatti propri con i nostri soldi. Situazione paradossale, fuori controllo.

Eppure prevale la tattica: cosa mi dai se cedo sul voto, si spendono soldi inutilmente (ma quanti se ne stanno perdendo?), aspetta un attimo che dobbiamo fare le primarie, non abbiamo ancora il candidato. Mamma mia, una situazione kafkiana. Sono tornata due giorni fa dall’estero, prima a New York, poi in Germania: nessuno capisce perché tante storie. Si dice: i soliti capricci di partiti decotti.

Dai, su, andiamo a votare il prima possibile, prima che i cittadini si stufino definitivamente di occuparsi della cosa pubblica.


Tag: Blog
Per partecipare alla discussione sulle ultime attività seguimi su Facebook Se vuoi essere aggiornato sulle notizie più importanti iscriviti alla newsletter.
PUOI LEGGERE ANCHE
parajumpers outlet