17 ottobre 2012 In un libro testimonianze inedite, per tramandare la memoria della Shoah Centinaia di bambini ebrei romani deportati dai nazisti e mai più tornati a casa. Le loro storie e le ricerche compiute per rintracciarli per la prima volta in un libro, realizzato dalla Provincia di Roma. Fotografie, documenti e lettere ricostruiscono un pezzo di storia e sono un baluardo contro ogni tentativo di negare la tragedia della Shoah. Il volume, a cura di Umberto Gentiloni e Stefano Palermo, è edito da Fandango

Rossana Calò aveva compiuto da poco 2 anni quando i nazisti entrarono nel Ghetto di Roma e fecero partire un rastrellamento casa per casa. Rossana venne arrestata e deportata ad Auschwitz dove il 23 Ottobre venne uccisa.

La sua storia è quella delle centinaia di bambini ebrei romani deportati nei campi di sterminio nazista. Una tragedia poco conosciuta.

A raccontarla, per la prima volta, è la Provincia di Roma che ricostruisce le loro storie attraverso gli archivi dell’International Tracing Service di Bad Arolsen, in Germania.

La ricerca, a cura di Umberto Gentiloni e Stefano Palermo, è raccolta nel volume “16.10.1943. Li hanno portati via” che documenta anche le ricerche compiute per rintracciare le centinaia di bambini ebrei e romani deportati.

Fotografie, documenti e lettere inedite provenienti dall’archivio ci consentono di ricostruire la dolorosa e frustrante ricerca che i superstiti della Shoah hanno compiuto dopo la fine della guerra nella speranza di rinvenire notizie dei propri bambini, le vittime più giovani della tragedia del 16 ottobre 1943.

Un patrimonio unico per la prima volta raccolto in un volume e restituito alle famiglie e alla città nel sessantanovesimo anniversario della deportazione del Ghetto.

E’ un atto di testimonianza e di responsabilità civile raccogliere questo inestimabile tesoro della memoria, conservarlo e tramandarlo.

E’ un monito di verità e di umanità contro ogni tentativo di negare la tragedia della Shoah o di riscrivere il nostro passato.

Ciascuna delle immagini, dei nomi, delle schede relative a quelle centinaia di bambini romani, spesso scomparsi insieme ai loro parenti più cari, rappresenta una riaffermazione di identità, di individualità, di legami umani che la barbarie nazista non è riuscita ad annullare e a cancellare e che, attraverso il tempo, giunge fino a noi.

Il volume, edito Fandango Libri, si inserisce nell’ambito del progetto Storia e Memoria della Provincia di Roma. Puoi acquistarlo in libreria.

 


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