18 dicembre 2015 Va avanti il percorso della nuova legge sull’urbanistica Dopo 16 anni di attesa il Lazio avrà una nuova legge sull’urbanistica. Vogliamo creare una relazione virtuosa tra edilizia e paesaggio. Stop all’aggressione di suolo; via a un’idea di sviluppo basata sul rispetto del territorio, sulla capacità di produrre lavoro ed economie puntando su innovazione e sostenibilità

Oggi facciamo un passo fondamentale per portare a compimento il percorso della nuova legge sull’urbanistica, che era attesa da 16 anni: la Giunta ha acquisito la memoria della commissione. Ora abbiamo un testo fortemente innovativo che sottoporremo a tutti gli attori in campo, e che successivamente passerà alla commissione competente e al consiglio regionale per la definitiva approvazione. Per sei mesi sarà online un sito dedicato per raccogliere indicazioni e favorire un confronto aperto e trasparente con tutte le forze in campo su una materia così delicata.

Dopo 16 anni di attesa, il Lazio avrà una nuova legge sull’urbanistica. Parte una nuova fase di governo del territorio. Vogliamo creare una relazione virtuosa tra edilizia e paesaggio. Stop all’aggressione di suolo; via a un’idea di sviluppo basata sul rispetto del territorio, sulla capacità di produrre lavoro ed economie puntando su innovazione e sostenibilità.

Ecco i principi-cardine della nuova legge:

Più semplicità, per ridurre arbitrio e abusi. Semplificare è un dovere verso imprese e cittadini ma significa anche tutelare il territorio e la qualità urbana, perché spesso è proprio nell’incertezza della legge che si genera l’abuso il nuovo testo riunisce 66 diverse leggi, spesso ridondanti concorrenti e disconnesse fra loro, che generano solo confusione e ritardi nell’iter delle procedure.

Governare la pianificazione urbanistica e territoriale la nuova legge urbanistica è indispensabile per rilanciare e rendere efficace la pianificazione urbanistica e territoriale e i programmi di attuazione necessari a migliorare il territorio.

Stop al consumo di suolo: abbiamo visto fallire il modello di sviluppo basato sull’aggressione del suolo, che ha prodotto bruttezza, degrado, profitto per pochi e pessime condizioni di vita per molti. Ora pensiamo invece a produrre valori collettivi: rigenerare, migliorare la qualità urbana attraverso premialità e compensazioni. Un grande investimento collettivo.

Più autonomia per Roma: riconosciamo alla capitale d’Italia il suo ruolo straordinario, così come sancito nell’art. 114 della costituzione. Snelliamo il rapporto con altri enti, a partire dalla regione, per l’approvazione delle procedure urbanistiche.

Tutela e sviluppo delle aree agricole: abbiamo lanciato nel lazio una grande sfida sulla valorizzazione delle aree naturali e agricole. Non in un’ottica di conservazione, ma di sviluppo.


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