25 aprile 2013 Sosterremo Affile, ma sul Monumento a Graziani il Comune ha violato i patti La lettera che ho inviato, a mie spese ai cittadini di Affile. Dalla Regione c’è la massima disponibilità, ora e in futuro, a sostenere Affile e tutti i comuni del Lazio, con interventi di riqualificazione degli spazi pubblici e investimenti per migliorare la vita delle persone. Ma devono essere questo, e non altro

Oggi ho inviato, a mie spese, una lettera a tutte le famiglie di Affile sul motivo per il quale la Regione ha ritirato i fondi per il mausoleo dedicato a Rodolfo Graziani.

Come sicuramente ha avuto modo di leggere sui giornali negli scorsi giorni, la Regione Lazio, di cui sono da poco più di un mese Presidente, ha deciso di sospendere il finanziamento concesso al Comune di Affile e destinato al ‘completamento del Parco Rodimonte’ e alla ‘realizzazione di un monumento al soldato’, cioè al milite ignoto.

Le ragioni di questo provvedimento sono note: il Comune di Affile ha, infatti, unilateralmente e impropriamente deciso di dedicare il monumento realizzato con i soldi dei cittadini del Lazio a Rodolfo Graziani.

Una scelta profondamente sbagliata, non solo perché costituisce una palese violazione amministrativa rispetto agli accordi stipulati sull’utilizzo del finanziamento pubblico, ma perché quella di Rodolfo Graziani è una figura su cui la storia ha già espresso chiaramente il suo giudizio. Un giudizio di condanna per i crimini di guerra compiuti nel corso dell’aggressione coloniale in Etiopia: i bombardamenti a tappeto, l’uso di gas e le rappresaglie contro i civili, la costruzione di campi di concentramento e la reclusione delle popolazioni nomadi. Un giudizio di condanna anche per il sostegno indiscusso al regime fascista e alla prosecuzione del conflitto al fianco della Germania nazista, con un apporto convinto, mai rinnegato, alla guerra civile contro i movimenti di Liberazione nazionale, cioè contro altri italiani che si battevano per restituire al nostro Paese la libertà e la democrazia.

Certo, è ovvio, umana pietà per tutti, ma non vedo perché bisognerebbe celebrare con un monumento, per giunta pagato con fondi pubblici, il ricordo di un criminale di guerra e delle sue azioni.

Di fronte a un fatto così grave, del tutto illegittimo sul piano amministrativo e offensivo per la memoria condivisa degli italiani, la Regione Lazio non ha potuto che prendere atto dell’irregolarità compiuta dal Comune di Affile, sospendendo l’erogazione del saldo di 180mila euro per la realizzazione dell’opera fino al ripristino della proposta progettuale originariamente finanziata. Questo vuol dire apportare delle modifiche strutturali al monumento e intitolarlo come originariamente concordato ‘al soldato’, cioè al milite ignoto, facendo scomparire qualsiasi riferimento a Rodolfo Graziani.

Da parte della nostra amministrazione c’è la massima disponibilità, ora e in futuro, a sostenere concretamente Affile, come tutti i comuni del Lazio, con interventi di riqualificazione degli spazi pubblici e investimenti utili a migliorare la vita dei cittadini. Ma devono essere questo, semplicemente questo, e non altro.

Ci tenevo, dunque, a scriverle, a mie spese, questa lettera per chiarire questa posizione. Mi permetto di dire che sarebbe davvero un peccato, tanto più in un momento così difficile per il nostro Paese e il nostro territorio, se un’opportunità di sviluppo locale e di recupero di un’area verde, come quella contenuta nel progetto originario di riqualificazione del Parco Rodimonte, rimanesse bloccata o andasse perduta.


Tag: Blog
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