18 novembre 2013 Più vicini ai malati terminali e alle loro famiglie Nella nuova sanità che vogliamo non basta l'organizzazione, non basta mettere una flebo con dei medicinali al malato per lenire il dolore, ma serve anche ascoltarlo e trovare parole giuste per comunicare con lui e con la sua famiglia

Nel Lazio ci sono 12mila malati terminali l’anno, ma solo uno su quattro ha un’assistenza degna di questo nome.

Per noi è un dovere aiutare i malati che soffrono di più e che, insieme alle loro famiglie, affrontano la prova difficilissima di una malattia in stato terminale.

Per questo abbiamo approvato il decreto per dare maggiori risorse all’hospice Antea, l’associazione che per prima ha lavorato sulle cure palliative nel Lazio.

C’è una questione che per noi è fondamentale, è quella della dignità del malato, serve una sanità che vada oltre l’assistenza medica.

Non basta l’organizzazione, non basta mettere una flebo con dei medicinali al malato per lenire il dolore, ma serve anche ascoltarlo e trovare parole giuste per comunicare con lui e con la sua famiglia.

 


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