14 febbraio 2013 Manifesto per il diritto di muoversi e per un trasporto pubblico di qualità Treni stracolmi, ritardi e sporcizia sono il pane quotidiano di chi oggi viaggia sui mezzi pubblici. Vogliamo cambiare anche questo. Non sarà possibile farlo in un giorno, inizieremo da una cosa semplice ma necessaria: una carrozza in più per i treni dei pendolari

Il diritto ad una mobilità sostenibile e ad un trasporto pubblico di qualità è un elemento chiave per la competitività di un territorio e una delle più grandi urgenze per il cambiamento della nostra regione. Oggi questo diritto è sostanzialmente negato.

Ogni giorno i cittadini del Lazio scontano il fallimento di un sistema della mobilità congestionato, inefficiente, totalmente inadeguato alla crescente urbanizzazione di diverse aree e alla sempre maggiore interdipendenza del sistema delle imprese, del lavoro, dell’istruzione, dei servizi, che determina spostamenti molto più ampi e frequenti che in passato e impone condizioni di vita insostenibili ad oltre mezzo milione di pendolari, prigionieri del dramma quotidiano di muoversi.

Il Lazio ha il più alto tasso di motorizzazione privata d’Italia: 810 auto ogni 1.000 abitanti dai 18 anni in su. Le famiglie del Lazio spendono circa 4.500 € l’anno per l’automobile, in media oltre il 15% del loro reddito disponibile. Noi immaginiamo una Regione completamente diversa, dove l’uso dell’automobile privata e i costi ad essa legati, siano una scelta possibile, ma non obbligatoria.

Purtroppo, in questi anni, poco o nulla è stato fatto per cambiare lo stato delle cose, determinando una gestione opaca della mobilità regionale, più attenta alla spartizione delle poltrone che al miglioramento dei servizi, alla manutenzione e all’ammodernamento delle attuali infrastrutture, all’introduzione di nuove tecnologie, alla riduzione dell’impatto ambientale, alla mobilità alternativa.

La fotografia è impietosa, soprattutto per quanto riguarda la qualità del trasporto pubblico, con casi eclatanti come la Roma – Viterbo, giudicata da un recente studio di Legambiente come la seconda peggiore ferrovia d’Italia. Treni stracolmi, ritardi e sporcizia sono il pane quotidiano di chi deve servirsi del trasporto regionale. Per non parlare del disastro di Cotral: circa 200-300 corse perse ogni giorno e un cospicuo disavanzo anche alla fine del 2012.

Siamo consapevoli della contrazione delle risorse finanziarie e dei tagli drammatici che stanno investendo gli enti locali, una situazione che non ha sicuramente uguali nella storia della Repubblica. Tuttavia, riteniamo che, rispetto al disastro attuale, sia possibile cambiare passo, recuperare credibilità, fissare obiettivi e assumere impegni seri::

1. Un servizio ferroviario più capiente, efficiente e puntuale. Recuperando risorse dalla razionalizzazione della spesa regionale e dall’eliminazione di sprechi, vogliamo triplicare in cinque anni i fondi annuali per investimenti sulle ferrovie regionali, portandoli oltre i 100 milioni di euro, e puntando su tre interventi fondamentali:
– aumentare la capacità del sistema ferroviario regionale acquistando nuovi treni e investendo nell’acquisto di nuovi vagoni per aumentare la lunghezza dei treni da sette ad otto carrozze e allungando, conseguentemente, le banchine delle stazioni. Investendo 70 milioni di euro possiamo aumentare la capienza dei treni per i pendolari di 100mila posti al giorno, oltre 30 milioni di posti l’anno.
– abbattere i tempi di percorrenza con l’eliminazione di almeno 10 passaggi a livello incustoditi che oggi rallentano la circolazione, con un investimento di circa 25 milioni di euro.
– aumentare la frequenza dei treni, intervenendo sui sistemi di controllo e comando.

2. Il completamento delle infrastrutture strategiche. Daremo priorità agli interventi sulle ferrovie regionali e sul prolungamento almeno fino a piazza Venezia della Linea C di Roma. In particolare lanceremo entro 100 giorni il bando di gara per la prima tratta del raddoppio della Roma – Viterbo fino a Morlupo e ci impegniamo a trovare le risorse per il completamento dell’opera definanziata dalla Giunta Polverini. Tra le altre priorità la tratta Campoleone – Nettuno e l’utilizzo delle tratte lasciate libere dall’alta velocità sulla Roma – Latina – Formia.
Riteniamo, poi, fondamentale il completamento della maglia di infrastrutture stradali da troppo tempo attese per sostenere la modernizzazione e garantire l’accessibilità del nostro territorio, a partire dal completamento della bretella di collegamento con l’autostrada del Sole Campoverde-Cisterna-Valmontone, della superstrada Civitavecchia – Viterbo – Orte -Terni, dalla superstrada Sora – Cassino. Consideriamo irrinunciabile risolvere il nodo del collegamento viario tra Latina e Roma, oggi totalmente inadeguato e drammaticamente insicuro, valutando le risorse realmente disponibili, garantendo la sostenibilità ambientale, dando priorità alle esigenze e alla sicurezza dei cittadini

3. L’integrazione gomma – ferro. Il servizio su ferro e quello su gomma devono integrarsi, eliminando inutili e costose sovrapposizioni tra le linee di treno e bus , ri-orientando progressivamente le linee dei bus a servizio di adduzione di un sistema ferroviario potenziato, sincronizzando gli orari dei servizi.

4. Le stazioni e i nodi di scambio. Riqualificazione delle stazioni, anche attraverso forme di project financing per il loro utilizzo per la realizzazione di servizi. Vogliamo trasformare le stazioni in luoghi sicuri e vivibili. Realizzeremo almeno 3 Hub della mobilità sostenibile: stazioni pienamente integrate con il trasporto pubblico su gomma, e con i servizi di mobilità sostenibile (punti di car sharing e bike sharing, rete di piste ciclabili, ricarica per auto elettriche…). Puntiamo al potenziamento dei parcheggi e alla realizzazione di nodi di scambio sicuri, accoglienti, efficienti.

5. La mobilità sostenibile. Realizzazione di sistemi di mobilità sostenibile (car e bike sharing, percorsi ciclabili, corsie preferenziali e dinamiche a più funzioni, infrastrutture di ricarica per mezzi elettrici, car pooling, zone 30 e aree pedonali, ), e la loro integrazione con il trasporto pubblico di massa.

6. La carta elettronica della mobilità. Una carta elettronica unica per usufruire di tutti i servizi di mobilità collettiva disponibili in regione, con cui prendere il treno, il bus urbano ed extraurbano, la metropolitana, utilizzare il car sharing e il bike sharing, ricaricare un veicolo elettrico ad una colonnina pubblica, pagare il parcheggio

7. Il controllo della qualità. Una Regione che si impegna a rispettare gli accordi economici con tutti i suoi interlocutori ha le carte in regola per diventare un cliente intransigente sull’applicazione dei contratti di servizio, pretendendo il rispetto degli standard di qualità, pulizia e costi da parte degli operatori del trasporto, e tornando a prevedere un sistema di penali efficaci.

8. La trasparenza. Renderemo disponibili ai cittadini tutti i dati relativi alla mobilità pubblica (percorsi, orari, ritardi ecc.)

9. Le nuove tecnologie. Vogliamo sostenere e favorire la creazione di “App” e sistemi di infomobilità che consentano ai cittadini di essere informati in tempo reale sul proprio viaggio.

10. La nuova governance. La Regione deve rilanciare la sua capacità di pianificazione dei servizi e degli investimenti. Per questo, consideriamo una priorità dare vita ad una nuova Agenzia Regionale Unica della Mobilità.

Questi sono gli obiettivi prioritari di un nuovo governo del trasporto pubblico nel Lazio. Entro 120 giorni dall’insediamento promuoveremo, mediante una conferenza di programma aperta ai cittadini, alle associazioni e a tutti gli operatori del settore, il Piano regionale della mobilità sostenibile e del trasporto pubblico, per ricostruire una visione strategica della mobilità nel Lazio.


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