22 giugno 2011 Ministeri e pedaggi: dibattito kafkiano

“Sui pedaggi il pronunciamento del Tar che ci vede vincitori, non vorrei sbagliarmi, è ormai di un anno fa. Nel frattempo sono andate avanti delle gare per capire come questo pedaggio dovesse essere pagato e purtroppo anche qui il governo non si è fermato. Da ieri c’è anche un pronunciamento del parlamento: un altro tassello importante che mi permette di rinnovare l’appello al governo di mettere una pietra su quest’altra idea malsana. Il Gra è una strada interna, intasata di pendolari: se qualcosa va fatto è investire risorse sul pendolarismo”. Lo ha Nicola, intervenendo alla trasmissione ‘Un giorno speciale’ in onda su Radio Radio.

Sui Ministeri Nicola ha poi aggiunto: “Credo che siamo ancora legati a uno scontro interno all’attuale maggioranza di governo. Per ora quello che è chiaro è che c’è un pronunciamento del parlamento contro l’idea che i ministeri possano essere collocati in giro per l’Italia. E’ una cosa positiva e naturale, perché dobbiamo credere in una riforma dello Stato basata sul federalismo e cioè sul decentramento dei poteri dello Stato centrale a livello territoriale, mentre finora abbiamo assistito ad una discussione un po’ kafkiana: di trasferimento di poteri non ne parla più nessuno, e invece si è proposto di decentrare ministeri di uno Stato che rimane centralista. Una proposta che non ha alcun fondamento, né nel campo dell’efficienza, né in quello del risparmio o della competitività”.

“Ci sono Comuni, Province e Regioni – ha poi detto Nicola – che hanno deficit di bilancio devastanti e amministrazioni locali che nel corso del tempo hanno governato in maniera virtuosa, almeno sul versante amministrativo. Nelle ultime leggi finanziare si tagliano i trasferimenti agli enti locali e non si riconosce una premialità in quelli che nel corso degli anni sono stati attenti a spendere i soldi dei cittadini”.

“I provvedimenti dello Stato – sostiene Nicola – devono riconoscere premialità e punizioni. Basta generalizzazioni. Non è merito mio, ma di chi ha governato prima di me: ma noi siamo un ente con i conti in ordine, le agenzie di rating dicono che siamo solidi, abbiamo 500 milioni in banca eppure non li possiamo spendere perché il patto di stabilità costruito su una linearità nazionale ci impedisce di mandare avanti le opere perché altri enti soldi non li hanno”.


Tag: Blog
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