7 giugno 2011 Ministeri al nord: siamo alle buffonate

«Una buffonata. Questa storia dei ministeri a Milano sta diventando una buffonata». Chi è affezionato allo stereotipo che vuole Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma e uomo forte del Pd, troppo prudente, resta deluso. Sul nuovo annuncio di apertura di uffici di rappresentanza dei ministeri a Milano ieri ha usato toni accesi. «Ma lo dico da italiano, non da romano. E una buffonata perché si sprecherebbero soldi e sarebbe uno schiaffo all’efficienza».

Cosa c’è di sbagliato nell’apertura di qualche ufficio vicino al Duomo di Milano? «Se fosse vero, la prima cosa che mi verrebbe in mente – da italiano, lo ripeto – è che siamo di fronte al fallimento del federalismo. Questa legislatura, ricordiamolo, si era aperta con grandi annunci sul federalismo. Doveva essere una sfida per la modernizzazione delle Stato e sostanzialmente è tutto fermo al palo. E di cosa parliamo? Dell’apertura di qualche ufficio a Milano».

Perché parla di fallimento del federalismo? «Perché questa storia dei ministeri a Milano sembra tanto una foglia di fico per nascondere il fatto che non c’è ancora nulla, non ci sono i decreti attuativi. E dal punto di vista economico nulla è stato chiarito».

Gli uffici dei ministeri a Milano non possono essere un modo per essere più vicini ai cittadini? «L’obiettivo è rendere più efficiente lo Stato. Noi avremmo bisogno di un moderno stato federale, con decentramento dei poteri alle regioni. Non ci serve uno Stato centralista che non cambia nulla e apre qualche ufficio a Milano. Ecco perché parlo senza mezzi termini di una buffonata».

Anche perché nuove sedi significano anche maggiori spese. «Ovviamente, ma non c’è solo questo. Lo dico in un altro modo: dobbiamo spostare i poteri alle comunità locali, non trasferire burocrati o funzionari. Questo serve a ben poco».

In questa vicenda rischiano di pesare gli equilibri nel rapporto fra Pdl e Lega, divenuti ancora più delicati dopo le ultime elezioni amministrative e la sconfitta di Letizia Moratti a Milano? «Se Lega e Pdl pensano di rispondere al risultato elettorale delle amministrative con questa buffonata dico una sola cosa: errare è umano, perseverare è diabolico».

Le istituzioni romane e laziali sapranno trovare l’unità per fermare questo progetto? «Dobbiamo mobilitare non solo Roma, ma tutti i Comuni e tutte le Regioni. Dobbiamo pretendere uno Stato più moderno e federale, non una innovazione fatta solo di chiacchiere. Noi vogliamo riaccendere l’Italia, altro che aprire degli uffici. Poi, certo, per Roma c’è in problema in più: è indecente che Roma ancora una volta diventi merce di scambio. Ricordo il presidente del Consiglio quando venne nell’aula Giulio Cesare, in Campidoglio, a promettere tutto: più poteri, più soldi. Bene, stiamo ancora aspettando. L’orologio è fermo ad allora, i poteri non i abbiamo ancora visti. E invece si sta mettendo in discussione il ruolo di Capitale».


Tag: Blog
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