27 marzo 2012 Nasce la Consulta antimafie La Provincia di Roma dà vita a un organismo che chiama a raccolta associazioni, sindacati e istituzioni, per dire no alle mafie e promuovere una cultura della legalità. La lotta alla criminalità, infatti, non può essere delegata a un eroe ma tutti devono contribuire, perché nessuno si senta solo

Nasce la Consulta Antimafie della Provincia di Roma, la prima in Italia, con l’obiettivo di chiamare a raccolta associazioni, sindacati e istituzioni, per dire no alle mafie e promuovere una cultura della legalità.

A presiederla sarà Franco La Torre, che da sempre è impegnato sul tema della legalità, portando avanti la battaglia che costò la vita al padre, Pio La Torre, sindacalista e uomo politico siciliano.

Della consulta fanno parte soggetti diversi: oltre 40 tra associazioni e sindacati (tra cui Libera, Arci, Legambiente, Codici, Federconsumatori, Federalberghi, Legacoop, Fai), 26 Comuni, otto municipi di Roma e l’Agenzia nazionale dei Beni sequestrati e confiscati alla mafia.

La lotta alla criminalità, infatti, non può essere delegata a un eroe ma tutti devono contribuire, chi lavora nelle istituzioni, le associazioni che si vogliono ribellare, le forse dell’ordine o i commercianti che sono sotto assedio.

L’obiettivo della Consulta Antimafie è quello di stroncare e ostacolare la nascita dell’economia criminale che uccide quella sana, umilia gli esercenti e i commercianti onesti, occupando i nostri quartieri e rischiando di coinvolgere i più giovani. Uno strumento straordinario per aiutare il contrasto alle economie criminali, a cominciare dalla trasparenza dei beni confiscati.

Roma é considerata una città aperta a tutte le mafie che vi operano ormai da decenni. Lo rivelano i dati dell’Agenzia nazionale dei Beni sequestrati e confiscati alla mafia. Senza l’impegno costante della società civile e delle organizzazioni e associazioni che rappresentano i cittadini, la mafia non può essere sconfitta.


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