13 ottobre 2015 Nessuna sospensione dei poteri di nomina Archiviato il procedimento Anac che era stato aperto a causa di una nomina poi revocata

di Alberto Custodero e Mauro Favale, la Repubblica, 13 ottobre 2015

Nessuna sospensione. L’Anticorruzione della Regione Lazio assolve il governatore Nicola Zingaretti, inciampato a febbraio nella nomina (poi revocata) di Giovanni Agresti a commissario dell’Ipab di Gaeta. Con una determina di 4 pagine, la responsabile dell’ufficio, Giuditta Del Borello, dichiara “la non sussistenza della colpevolezza” di Zingaretti e la “non sussistenza della responsabilità soggettiva”. Una formula che archivia il procedimento aperto presso l’Anac, l’autorità Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone e, allo stesso tempo, blocca la sanzione, e cioè la sospensione per tre mesi della facoltà del governatore della Regione Lazio di fare nomine.

La decisione è arrivata ieri al termine dell’istruttoria portata avanti dalla Del Borello che ha esaminato la memoria difensiva presentata da Zingaretti e ha tenuto conto anche “della complessità e delicatezza della vicenda anche in considerazione dei numerosi e complessi problemi interpretativi” che riguardano la Legge Severino che prevede un meccanismo automatico di sospensione dei poteri che rischiava di colpire il governatore del Lazio. Ma a pesare è stata soprattutto la considerazione che Agresti, all’atto della sua nomina, ha “prodotto una dichiarazione mendace”. Una circostanza che ha spinto gli uffici dell’anticorruzione laziale a trasmettere tutta la documentazione alla procura della Repubblica.

Alla base del procedimento, dunque, c’è che al conferimento dell’incarico, il neo commissario dell’Ipab di Gaeta avrebbe dichiarato il falso per quanto riguarda i suoi profili di incompatibilità. Agresti, infatti, amministratore della Gest-Var, società che gestisce due cliniche private, nel suo curriculum non aveva messo in evidenza il fatto che entrambe le strutture sono in rapporti con la Regione Lazio. L’incompatibilità poi emerse successivamente, portando Agresti alle dimissioni lo scorso maggio e, contemporaneamente, a un esposto del M5S regionale all’Anac.

Ora arriva la decisione finale (che potrà essere comunque, contestata davanti a un giudice amministrativo): Zingaretti non può essere punito con una sospensione temporanea del suo potere di nomina a causa della dichiarazione falsa di un suo nominato.


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