6 dicembre 2010 No al Truman Show nel Pd

“Dobbiamo evitare di chiuderci dentro un Truman Show dove esistiamo solo noi con i nostri compiti. La società non e’ dentro le nostre sedi altrimenti avremmo vinto tutte le elezioni”. Così Nicola, intervenendo al Congresso del Pd di Roma.

“Vincere nel 2013 sarà durissimo – ha aggiunto – e dico no al nominalismo su chi si candiderà a fare il sindaco perché questa è una patologia da Truman Show. Lo sceglieremo con le primarie perché così si deve fare in una città davvero complessa. La corsa al candidato è la patologia di chi non vuole affrontare il vero problema ovvero qual è il contributo di radicamento nella società a chi vincerà il Comune. Siamo cioè in grado di fare una proposta per migliorare la qualità dei servizi a Roma? La risposta non può venire da un convegno con trenta intellettuali, la risposta deve essere il prodotto di un coinvolgimento popolare”.

Per Nicola la ricetta e’ semplice: “Dare un popolo ai ‘no’ e dare una speranza alla città. E’ necessario avere un luogo di confronto e non tanti luoghi e tante correnti. Il partito oggi è utile solo se sarà capace di dare uno strumento in più di elaborazione culturale e politica”.

“Per vincere è necessaria un’idea di un partito unitario che dia una via d’ uscita al Paese ”. Nicola, nel corso del suo intervento, ha parlato della necessità di rivedere le regole ”che ci siamo dati perché se dopo tre anni più che essere uniti siamo una confederazione di gruppi, qualcosa non ha funzionato. Farò una battaglia: il prossimo segretario di partito propongo che sia eletto con le primarie ma senza collegare ai candidati alla segreteria la lista dei dirigenti. Non si può avere la presunzione che avere un’ idea significhi acquisire un diritto e fare carriera perché altrimenti questo non è il partito che vuole cambiare l’Italia”.

“La città si aspetta che ci sia uno strumento in più che avanzi quelle proposte politiche che sono mancate per troppo tempo. Deve tornare il protagonismo popolare perché Roma è stanca di un atteggiamento per cui per parlare col Pd bisogna cercare 30-40 persone perché non si è capito ciò che esprimiamo”.


Tag: Blog
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