12 settembre 2014 Sanità: non tocchiamo i diritti dei cittadini. Al Governo diciamo ‘no a nuovi tagli’ A luglio Governo e Regioni hanno firmato un accordo per arrivare a una maggiore efficienza nella rete di assistenza sanitaria. Oggi, l'annuncio dei tagli del Fondo per la sanità significa rompere quel patto, un fatto gravissimo. Mauro Favale spiega i rischi

di Mauro Favale, la Repubblica, 12 settembre 2014

“La minaccia di tagli alla sanità non c’entra nulla con la lotta agli sprechi, sarebbe una sciagura. Forse il governo deve fare cassa per coprire buchi di bilancio. Facendo così, però, colpisce il diritto alla salute”, Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, governa da un anno e mezzo un ente con la sanità in rosso: se va bene, chiuderà il 2014 con un disavanzo di 200 milioni, E almeno per altri 2 anni il Lazio resterà commissariato.

Cosa succede se vi impongono altri risparmi? Chiuderanno gli ospedali?
“In teoria sì. Di sicuro non saremmo in grado di garantire i livelli essenziali di assistenza”.

I 3 miliardi di tagli ipotizzati quanto inciderebbero sul Lazio?
“Noi pesiamo poco meno del 10% sul Fondo nazionale della sanità: sarebbero all’incirca 300 milioni in meno”.

E quanto ricevete dallo Stato?
“Quest’anno, poco più di 10 miliardi».

Possibile che su una cifra così non sia possibile tagliare?
«Se ci fossero davvero 300 milioni di tagli torneremmo indietro di 4 anni. Un gioco dell’oca, visto che da 8 anni questa Regione è commissariata e all’inizio la “montagna da scalare” del disavanzo era paria 1 miliardo e 900 milioni. Oggi siamo scesi a 200 milioni”.

Ma qualche spreco da eliminare ci sarà pure.
“Certo. È questa la missione che governo e Regioni si sono dati con l’accordo di luglio”.

Cosa prevedeva?
“Adozione dei costi standard per le prestazioni sanitarie, accelerazione sulla semplificazione, riorganizzazione della rete delle cure, applicazione dell’agenda digitale”.

Voi a che punto siete?
“Siamo sulla strada giusta, lo dicono anche i piani operativi approvati dal ministero: tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016 puntiamo a eliminare del tutto il disavanzo”.

Tagliando?
“Trasformando e innovando, riorganizzando le reti di cura, investendo sulla sanità territoriale, costruendo alternative agli ospedali, sfruttando al massimo la centrale unica degli acquisti. Grazie a questo strumento abbiamo risparmiato 200 milioni”.

Toccherete il personale?
“In questi anni, col blocco del turn over, su circa 50.000 dipendenti del settore sanitario ne sono andati in pensione 7.500.

Sa quanti ne abbiamo sostituiti?
Poco più di 700. La cura dimagrante è stata molto forte e il sistema è già “stressato”.

Se il governo vi chiede di intervenire sulle spese come farete?
“Nell’accordo si parlava di sprechi ed efficienza. Se sì taglia il Fondo per la sanità non c’entra nulla, si colpiscono i cittadini”.

Cosa è successo da luglio a oggi?
Vorrei saperlo anche io. Rompere in maniera unilaterale quel patto sarebbe gravissimo»


Tag: Blog
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