12 luglio 2012 Nuova sede della Provincia di Roma: risparmio e servizio più efficiente L’immobile acquistato dalla Provincia riunirà tutti i dipendenti in un’unica sede migliorando i servizi ai cittadini. Il risparmio ottenuto sarà reinvestito in strade e scuole. La riforma contenuta nella spending review non prevede l’eliminazione dell’ente Provincia ma una sua trasformazione in città metropolitana, quindi i suoi circa 3000 dipendenti continueranno ad esserci e avranno bisogno di una sede

La lettera che ho inviato a il Messaggero sulla nuova sede della Provincia.

CARO Direttore, in merito all’articolo sull’acquisto di un immobile da parte della Provincia di Roma, ci teniamo a rassicurare i lettori del Messaggero su alcuni punti importanti:

1. La Provincia di Roma non evaporerà nel nulla, non è prevista in nessuna ipotesi di riforma il licenziamento dei circa 3000 dipendenti provinciali. E’ invece probabile, e io mi auguro, si trasformerà in Città Metropolitana, con competenze ampliate. I dipendenti, quindi, continueranno comunque a lavorare e, pertanto, rimane aperto il tema di dove questi lavoratori andranno ogni mattina.

2. La Corte dei Conti, citata come un possibile pericolo, si è più volte e giustamente espressa con rapporti puntuali sulla qualità amministrativa, sull’efficacia della programmazione e, come scritto nella relazione che ci è stata consegnata, sulla «solidità di bilancio» della Provincia, che in quattro anni ha abbattuto il suo debito di circa 300 milioni di euro, così come «sulla ricerca costante delle direttrici strategiche principali, funzionali allo sviluppo e alla modernizzazione dell’area metropolitana».

Giudizi lusinghieri che, in anni di sperperi e sprechi di molti enti locali, fanno onore alla nostra amministrazione.

Anche nel merito della sede, visto che siamo persone per bene e serie, ci siamo preoccupati noi per primi di consultare e chiedere pareri che ci hanno, in diverse occasioni, orientato ad assumere le scelte più utili al bene pubblico.

3. La scelta di acquistare una nuova sede matura nel 2005, con la precedente amministrazione, nell’ambito di un orientamento degli enti locali a collocare in unico quadrante della città gli uffici amministrativi di Regione, Provincia e Comune.
Noi siamo andati avanti per porre fine alla follia di avere un solo ente suddiviso in 12 diverse sedi, dentro edifici spesso inadeguati e obsoleti, con relativi costi, problemi di organizzazione e spostamenti, ed inefficienza.

4. La Provincia ha proceduto, quindi, a un processo di razionalizzazione e valorizzazione del proprio patrimonio immobiliare con il quale, attraverso alienazioni e acquisto di nuovi beni, l’ente e i cittadini guadagneranno sia in termini economici che in termini di efficienza. Attraverso l’assegnazione degli immobili conferiti ad un fondo immobiliare (gestito da un soggetto determinato attraverso gara europea e al 100% di proprietà della provincia) escludiamo l’ipotesi di lasciare debiti, ed anzi puntiamo a realizzare una plusvalenza che, anche al netto dell’acquisto della nuova sede, determinerà nuovi investimenti.

Il solo risparmio derivante da acquisti e costi di gestione è valutabile intorno ai 5 milioni di euro, che ogni anno sposteremo da spese passive a patrimonio e che abbiamo già deciso di destinare alla manutenzione di scuole e strade.

5. Non da ultimo c’è da dire che il nuovo edificio, destinato a diventare patrimonio pubblico, nasce all’insegna dei più moderni ed innovativi standards ecologici, al fine di minimizzare l’impatto ambientale ed i consumi energetici. L’edificio è costruito con materiali eco-compatibili e rispetta tutti gli standards in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro.

Inoltre, la contiguità spaziale di tutti gli uffici consentirà di ridurre il numero delle auto di servizio, delle spese percombustibile e manutenzione dei veicoli della Provincia di Roma con relativa riduzione del CO2.

Insomma, quello che i cittadini otterranno dalla nuova sede saranno minori costi, più efficienza, sostenibilità ambientale e qualità della pubblica amministrazione: forse, soprattutto di questi tempi, anziché parlare di sprechi, bisognerebbe raccontare questa operazione come un esempio davvero virtuoso di spending review.

Nicola Zingaretti


Tag: Blog
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