11 dicembre 2013 Nuova sede della Provincia, per la Corte dei Conti difende questa scelta Sono molto contento di questa decisione della corte dei conti. Io difendo lo stato e i diritti dei cittadini e chi ha responsabilità pubbliche se le deve assumere. Ne siamo sempre stati convinti e ora la Corte con l'archiviazione conferma le mie convinzioni

Da La Repubblica, 12 dicembre 2013

Nessuna ombra contabile sull’acquisto del palazzo per la nuova sede della Provincia di Roma all’Eur. La posizione di Nicola Zingaretti è stata archiviata lo scorso 2 dicembre dal procuratore regionale della Corte dei conti, Raffaele De Dominicis e dal sostituto Domenico Peccerillo.

I due hanno firmato il provvedimento di archiviazione per una vicenda che andava avanti da oltre un anno, relativa alla spesa deliberata dalla giunta provinciale allora presieduta da Zingaretti per acquistare un palazzo in zona Eur per potervi trasferire tutti gli uffici dell`ente sparsi in 12 sedi. Costo complessivo 263 milioni di euro.

Esaminati tutti gli atti, i magistrati hanno deciso di non procedere. «Dagli atti confluiti nel fascicolo istruttorio – si legge nelle tre pagine di provvedimento – è emerso che la Provincia di Roma, nel decidere l’acquisizione di una nuova sede amministrativa, dove dovranno confluire tutti gli uffici burocratici, ha deciso di alienare il proprio patrimonio immobiliare sparso per la città, procedendo alla costituzione di un fondo comune di investimento immobiliare».

Un’operazione giudicata positivamente anche perché, per i giudici, «la conservazione e la manutenzione straordinaria del patrimonio immobiliare dell`Ente si rivela estremamente onerosa». Per tutte queste ragioni, la Corte dei conti non ritiene di intervenire sull’acquisto della sede unica.

Una notizia che mi rende molto contento. Ho sempre avuto fiducia nella magistratura e nella Corte dei Conti che ha ritenuto giusto e utile indagare per due anni su tutti i risvolti di quella vicenda e l’archiviazione rende giustizia su una cosa in cui io ho sempre creduto e cioè che abbiamo agito per il bene comune, per l’interesse dello stato, dei cittadini portando on quel provvedimento che avevamo ereditato un beneficio per la cosa pubblica.

Io in assoluto silenzio e rispetto in questi anni ho accettato critiche anche violente e campagne denigratorie e allusive. Questo atto della Corte che viene dopo un lavoro molto approfondito mi ripaga di quelle amarezze. Io difendo lo stato e i diritti dei cittadini e chi ha responsabilità pubbliche se le deve assumere. Ne siamo sempre stati convinti e ora la Corte con l’archiviazione conferma le mie convinzioni”.


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