23 agosto 2014 Ospedale di Amatrice: servizi migliori e innovativi per tutto il territorio Garantire la sicurezza della salute di tutti i cittadini è il nostro obiettivo principale. Per questo, anche per l’ospedale di Amatrice, non ci sarà nessun taglio e nessuna riduzione di servizi. Con l’innovazione rendiamo le strutture migliori e più funzionali

da Il Messaggero, 23 agosto 2014

Sul futuro dell’ospedale di Amatrice sono state spese in questi giorni molte parole. Il pericolo, ora, è che si crei una pericolosa confusione, perdendo di vista la realtà dei fatti. Permettetemi di rivolgere dalle colonne del vostro giornale un appello a non esasperare i toni, non accendere polemiche strumentali e non generare allarmi ingiustificati per i cittadini.

La Giunta Regionale ha a cuore i bisogni di questo territorio, ed è molto attenta alle sue peculiarità. Per questo, confermo pienamente che, nonostante le norme restrittive emanate lo scorso 5 agosto dal governo, con il regolamento di attuazione della legge statale che definisce gli standard qualitativi di tutte le strutture sanitarie presenti nel paese, l’ospedale Grifoni non subirà nessun taglio e nessuna riduzione dei servizi. Anzi si lavorerà con il solo obiettivo di rafforzare la sua integrazione con la rete del sistema sociosanitario regionale, per garantire la sicurezza della salute dei cittadini. Questo vale per la presenza di un punto di prima assistenza (rafforzato all’inizio di questo mese con la piena attivazione h24 dell’elisuperficie), per la collaborazione con i medici di famiglia e la presa in carico delle patologie croniche, per il mantenimento delle specialità esistenti.

Siamo ben consapevoli della specificità delle aree interne e di quelle zone che si trovano in condizioni geografiche e infrastrutturali più disagiate. Ad esempio,  la Regione mantiene nell’ospedale del capoluogo, Rieti, il punto nascita come unità di I° livello in grado di assistere parti a medio rischio e neonati con patologia intermedia, nonostante i numeri previsti dal regolamento degli standard qualitativi per strutture di questo tipo in teoria non lo consentirebbero. Si sta dunque chiudendo l’era dei tagli e si sta aprendo quella dell’innovazione. La sanità nella Regione Lazio sta finalmente uscendo dall’incubo rappresentato dal Commissariamento. La spesa sanitaria è tornata sotto controllo e stiamo aumentando i servizi erogati ai cittadini.

Le motivazioni che hanno indotto il sindaco e il consiglio comunale di Amatrice ad indire un referendum per chiedere l’adesione ad altre non meglio precisate regioni sono, pertanto, oggettivamente infondate. Grave sarebbe se dietro la scelta di esasperare i toni di questa polemica ci fossero altre finalità politiche e giochi di potere sulla pelle dei cittadini. Se invece il problema scaturisce solo da una cattiva interpretazione di atti amministrativi, decreti ed altro, siamo pronti fin d’ora a qualsiasi chiarimento nel bene e nell’interesse dei cittadini di Amatrice e dell’intera valle del Velìno.

Lavorando insieme e facendo prevalere il buon senso le incomprensioni si risolveranno rapidamente. Amatrice, i suoi paesaggi, la sua storia costituiscono una  straordinaria risorsa per il Lazio, e nel Lazio Amatrice deve rimanere.

 


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