22 giugno 2014 Ospedale di Sora: la sanità si cura con il cambiamento La sanità in Ciociaria esce massacrata da anni di scelte sbagliate e di cattiva politica. Ma la risposta non è la difesa dell’esistente. So bene che il grido di allarme e di dolore dei rappresentanti del territorio non nasce da un disegno strumentale o da ambizioni politiche, ma da una condizione di disagio, sofferenza, esasperazione reale. Sono preoccupazioni che vanno ascoltate e che condivido

In questi giorni ho ascoltato la voce e letto le parole dei sindaci sulla situazione della sanità in Ciociaria. So bene che il grido di allarme e di dolore dei rappresentanti del territorio non nasce da un disegno strumentale o da ambizioni politiche, ma da una condizione di disagio, sofferenza, esasperazione reale. Sono preoccupazioni che vanno ascoltate e che condivido.

La sanità di questo territorio esce massacrata da anni di scelte sbagliate e di cattiva politica. Massacrata dalla strategia dei piani di rientro, che ha sommato tagli lineari, chiusure o ridimensionamenti di strutture, blocco del turnover del personale, senza proporre un modello alternativo di tutela e promozione della salute. Guardando solo alla tenuta dei conti e non ai bisogni dei cittadini. Ma massacrata anche da una politica, diciamoci la verità fino in fondo, troppo spesso permeabile agli interessi, se non alla corruzione, poco trasparente e priva di visione. Che troppe volte è sembrata più attenta al tornaconto personale di piccole filiere di potere che ai diritti dei cittadini.

Per questo dico, con la stessa franchezza: oggi la battaglia che voi lanciate è la mia stessa battaglia. Ma la risposta non è la difesa dell’esistente. Perché la sanità che oggi c’è, non garantisce la qualità dell’assistenza, che in questa Provincia è tra le peggiori a livello nazionale.

Non sono opinioni, ma dati. Per fare solo un esempio negli ultimi sette anni il dato del trattamento della frattura del femore entro le 48 ore nelle strutture della asl di Frosinone è sempre stato il peggiore tra i dati regionali e a livello nazionale creando cosi enormi problemi ai pazienti soprattutto anziani.

La battaglia che dobbiamo intraprendere non può essere una battaglia di conservazione, ma di cambiamento. Con scelte chiare, per innovare e portare gli ospedali della Ciociaria dagli ultimi posti ai primi valorizzando appieno le professionalità mediche ed infermieristiche esistenti.

Se vogliamo bene ai nostri concittadini nessuno può far finta di non sapere che il Lazio commissariato ha sovranità limitata. Su tantissime cose non può decidere senza l’autorizzazione del ministero della salute e dell’economia. Fino a qualche mese fa per colpa dei ritardi nei pagamenti un fiume di denaro se ne andava alle banche. Ora non è più così e tutto viene reinvestito.

Anche nei limiti di una Regione commissariata, in questi mesi abbiamo assunto decisioni strutturali, che hanno voltato pagina rispetto a errori e limiti del passato. Due su tutte: l’abolizione del sistema delle macro aree, che aveva provocato e stava provocando una vera e propria desertificazione della sanità sul territorio, e lo sblocco parziale del turnover, aumentando le deroghe per l’assunzione di nuovo personale dal 10 al 15%.

Ora siamo a un passaggio delicato. Quello in cui si volta pagina rispetto a un modello di sanità che non funziona, e si inizia la costruzione di un nuovo modello e di una nuova rete sociosanitaria. Il 31 marzo abbiamo inaugurato la prima casa della salute in Ciociaria, a Pontecorvo. Una struttura che sta iniziando a funzionare a pieno regime e che può diventare un modello per nuove aperture. Dalla scorsa settimana, grazie all’accordo con i medici di famiglia, è partito il percorso di presa in carico dei malati cronici diabetici. Il nuovo reparto di degenza infermieristica è in funzione. Questo vuol dire sgravare il lavoro dei pronto soccorso e dei presidi ospedalieri. Trovare nuove risposte a nuovi bisogni di salute, è oggi la vera sfida. Ad esempio, la Asl di Frosinone sta dando seguito ad un progetto importante che si era arenato: la realizzazione di un centro diurno per malati di Alzheimer con 20 posti letto ad Atina. Un centro che attendeva di essere realizzato da molto tempo e che riusciremo ad inaugurare entro la fine dell’anno. È questo il solco in cui devono trovare nuova vocazione ed essere rilanciate anche le strutture esistenti.

Per l’Ospedale di Sora, questo futuro sarà caratterizzato dall’impegno a far nascere un polo oncologico di eccellenza. Altro che chiusure. Partirà a settembre, con l’apporto di uno dei migliori chirurghi oncologici d’Italia che ha già dato la sua disponibilità.

Così la sanità cambia davvero volto. Combattendo pigrizie e conservatorismi, e sostenendo la trasformazione.

Se questo è il terreno del confronto, io ci sarò sempre. Senza sottrarmi a nessuna interlocuzione, ma lavorando ogni giorno, gomito a gomito, con i sindaci e la rappresentanza sociale del territorio, per chiudere con una storia e una politica che ha prodotto solo danni e fallimenti, e costruire davvero un futuro migliore.


Tag: Blog
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