6 agosto 2014 Sanità: spesa sotto controllo, ora realizziamo servizi e ospedali più umani, a misura dei pazienti Vogliamo una rete ospedaliera trasparente, definita non più sulla base dei tagli ma sul fabbisogno di cure e, intorno a questa, l’integrazione socio-sanitaria, con residenze per anziani e Case della salute

L’intervista di Carlo Picozza, la Repubblica, 6 agosto 2014

Con i risultati degli ultimi mesi – l’approvazione da parte del governo dei nostri Programmi operativi e il recupero del controllo della spesa, con più entrate e risparmi – “si realizza il modello di sanità che sogniamo: una rete ospedaliera trasparente, definita cioè non più sulla base dei tagli ma sul fabbisogno di cure e, intorno a questa, l’integrazione socio-sanitaria, con residenze per anziani e Case della salute”.

Il governatore Nicola Zingaretti, commissario alla Sanità regionale, dice due volte: «Sono contento». Anche per l`arrivo di altri 378 milioni dal Fondo sanitario?
«Sì, è il risultato del lavoro di una squadra, finalmente unita, che ha permesso al Lazio, prima di tenere sotto controllo la spesa, poi di far sentire la sua voce, recuperando credibilità per la Regione e i cittadini; ma la soddisfazione più grande è per la messa a punto di quel modello che ora siamo in grado di declinare in una legge quadro sulla Sanità con le regole su chi fa cosa».

Lei parla di integrazione socio-sanitaria, ma siete in ritardo sull’apertura delle Case della salute.
«Stiamo recuperando: in settembre ne apriremo una dietro l’Oftalmico poi ne seguiranno altre: a Ostia, nell’ex ospedale Sant’Agostino, nel parco del Santa Maria della Pietà, a Cinecittà, a Torrenova, all’Arco di Travertino; insomma, dopo l’intesa con i medici di famiglia, disponibili alle aperture degli studi nei sabati e nelle festività, possiamo attuare il nostro programma».

Lei dice “razionalizzare, non tagliare”, ma nei Programmi operativi si indica la chiusura dell’Eastman.
«È il risultato di accertamenti sui letti inutilizzati; nel caso specifico, poi, c`è la confluenza di personale ed esperienze nell’Odontoiatria dell’Umberto I. Si tratta di una riorganizzazione che non abbassa qualità e quantità dell’offerta, anzi, tende a renderla più efficiente».

Anche per il declassamento del San Filippo Neri può dire la stessa cosa?
«Sì, lì tentiamo di assegnare all’ospedale una funzione nel quadro del riordino della rete delle degenze».

Non si mortificano così la Chirurgia oncologica, il polo del Cuore, la Radioterapia, la Chirurgia plastica?
«No: la riorganizzazione che abbiamo in testa valorizzerà queste eccellenze dando ruolo e status adeguati ai professionisti e servizi migliori gli assistiti, sul modello di scelte già fatte».

A quali scelte si riferisce?
«Per esempio, alla razionalizzazione degli acquisti che, con la sola gara per l’energia, intorno a 1,2 miliardi, farà risparmiare al Servizio sanitario altri 300 milioni».


Tag: Blog
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