28 dicembre 2016 Parto fuori dall’ospedale, ecco tutte le alternative e le regole L’obiettivo è quello di promuovere ulteriormente una serie di percorsi che favoriscano una libera e consapevole scelta delle diverse modalità di assistenza. L'offerta è indirizzata a donne con gravidanza a basso rischio. Un circuito alternativo all'ospedale che va crescendo di pari passo con la richiesta di maggiore umanizzazione del parto

Parto fuori dall’ospedale, abbiamo introdotto un quadro di regole per garantire alle donne di poter partorire in totale sicurezza a domicilio o nei centri nascita o nelle case della maternità con l’assistenza delle ostetriche. Un circuito alternativo all’ospedale che va crescendo di pari passo con la richiesta di maggiore umanizzazione del parto. L’obiettivo è quello di promuovere ulteriormente una serie di percorsi che favoriscano una libera e consapevole scelta delle diverse modalità di assistenza. L’offerta è indirizzata a donne con gravidanza a basso rischio.

Tre le possibili alternative individuate:

  • Il parto a domicilio: la scelta deve avvenire preferibilmente entro 32 settimane di età gestazionale. Il  primo incontro con l’ostetrica avrà carattere informativo e sarà finalizzato a fornire indicazioni sul tipo di assistenza offerta a domicilio. Contestualmente l’ostetrica verificherà l’idoneità dell’abitazione dove la donna intende programmare il parto, sia per quanto riguarda le condizioni igienico-ambientali che per quanto riguarda la distanza da un presidio ospedaliero con UO ostetrica/neonatologica accreditata SSR che non dovrà essere superiore ai 30 minuti. L’assistenza al travaglio e parto a domicilio deve essere fornita da due ostetriche regolarmente iscritte all’Albo.
  • Il Centro Nascita. Si tratta  di una struttura ospedaliera con o senza UO perinatale, la cui direzione e gestione è affidata alle ostetriche.
  • La Casa maternità. In questo caso la  struttura è extra-ospedaliera a diretta conduzione della Azienda Sanitaria Locale o privata e può essere locata anche all’interno delle Case della salute. Per i criteri di eleggibilità, la presa in carico della donna, i requisiti professionali dell’ostetrica e l’iter procedurale per la richiesta di rimborso per le donne che afferiscono alla Casa maternità, si applica il protocollo assistenziale per il parto a domicilio.

 

 


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