30 maggio 2014 Rivalutiamo le proprietà della Regione: così possiamo ridurre il debito La Regione possiede dei veri gioielli immobiliari che in passato hanno ospitato personalità della cultura importanti come ad esempio lo scrittore Carlo Goldoni. Fino ad oggi, hanno rappresentato solo un costo, noi li abbiamo catalogati e ora vogliamo utilizzarli al meglio, per eliminare sprechi e ridurre il debito

di Anna Rita Cillis, la Repubblica, 30 maggio 2014  

La Regione ridurrà i debiti accumulati nel passato grazie a gioielli immobiliari incastonati nella storia della Capitale. Un esempio? L’appartamento dove visse per due anni il grande drammaturgo Carlo Goldoni. Nell’omonimo largo, a pochi metri da via del Corso, si erge infatti il palazzetto dove l’ente di via Cristoforo Colombo possiede tre appartamenti di oltre cento metri quadrati. E proprio in uno di questi, al secondo piano, l’autore de “La Locandiera”, per citare solo una delle sue opere più famose, soggiornò per tutto il 1758 e l’anno successivo.

Tre case pregiatissime che ora la Regione, dopo aver fatto un inventario delle sue proprietà, ha inserito tra quelle che dovranno essere messe a reddito: affittate o vendute, due possibilità ancora al vaglio. Ma quella casa, che ospitò Goldoni e con lui tutte le personalità del modo della cultura del suo tempo che passavano per Roma, non è l’unica perla architettonica della Pisana.

L’immobile sulla Salita del Grillo al civico 17 ha anche lui una storia tutta da raccontare. Nel 1626 papa Urbano VIII fondò lì, infatti, la “Tipografia Poliglotta della Sacra Congregazione de propaganda fide” per poter fornire le pubblicazioni necessarie per le missioni. Oggi per i curiosi e per chiunque abbia voglia di fare un giro per la Roma storica, quella iniziativa è raccontata da una targa tradotta, peraltro, anche in ebraico e affissa su un lato del palazzo.

La tipografia è una delle tante iniziative del pontefice, nato Maffeo Vincenzo Barberini, durante tutto il suo mandato. Tanti furono infatti gli interventi edilizi di cui fu promotore e affidati ad artisti noti in quell’epoca.

Un secolo e mezzo prima in via di Parione fu fondato il Collegio Nardini. Nel 1478 il cardinale Stefano Nardini decise, infatti, di realizzare quella struttura, parte del complesso del Palazzo Nardini, in via del Governo Vecchio, sempre di proprietà della Regione e che in quest’ultimo caso sarà ceduto al ministero dei Beni e delle attività Culturali, in cambio di altri immobili per ospitare la Biblioteca nazionale di archeologia e di storia dell’arte.

Ripercorrendo la storia tra le proprietà della Pisana c’è anche un’altra struttura importante: Palazzo Doria Pamphilj a San Martino al Cimino. Una imponente costruzione che si erge a circa quattro chilometri da Viterbo, oggi sede della azienda di promozione turistica, realizzata sui resti di una ex abbazia di frati per volere della principessa Olimpia Maidalchini, moglie di Pamphilio Pamphilj e cognata di Papa Innocenzo X che le diede e il titolo nobiliare e il nulla osta per costruire il tutto.

E fu grazie a lei che intorno alla metà del XVII secolo, venne affidato all’architetto Marcantonio De Rossi la trasformazione del piccolo centro urbano. Il palazzo fu costruito utilizzando anche materiali della residenza di famiglia in piazza Navona a Roma.

Ora palazzo Pamphilj è stato inserito dalla Regione nel “gruppo cinque” della classificazione effettuata con l’aiuto dell’Agenzia del Demanio trai 628 beni catalogati e che dovranno essere utilizzati, ristrutturati o messi a reddito in qualche modo anche per evitare sprechi.

Nove “compendi”, in questa sezione (valore d’inventario di 275 milioni) di cui fa parte anche Palazzo Calabresi, sempre a Viterbo per il quale la Pisana probabilmente investirà dei fondi per il suo recupero. Tra le strutture su cui puntano il governatore Zingaretti e la sua giunta c’è poi anche l’ex scuola Gil di Ostia che diventerà, una volta ristrutturata, un ostello.

E sempre in questo vasto patrimonio regionale c’è anche il Castello di Santa Severa per il quale la Pisana ha intenzione di indire un bando per la gestione.

Intanto se per il Forlanini il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, ha tutta l’intenzione di coinvolgere anche le istituzioni nazionali per ristrutturalo, la strada per il Cto, il Centro traumatologico ortopedico, sembra già segnata: grazie a un accordo con l’Inail, infatti, dovrebbe trasformarsi in un polo integrato sanitario. E per il castello di Santa Severa verrà indetto un bando per la gestione.


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