28 maggio 2014 Finisce il caos degli immobili della Regione: li valorizziamo per ridurre debiti e tasse Mettendo in ordine i conti abbiamo scoperto che la Regione Lazio è proprietaria di una villa sul mare a Ponza del valore di quasi 3 milioni di euro. Ci siamo chiesti: ‘A cosa serve?’ È solo uno degli esempi della confusione che abbiamo trovato nel patrimonio immobiliare. Ora il caos è finito. Abbiamo catalogato tutte le proprietà per venderle o valorizzarle, così possiamo ridurre i debiti del passato e abbassare le tasse per i cittadini

La nostra Regione possiede un patrimonio immobiliare immenso, fatto di circa 15.000 unità immobiliari tra terreni, fabbricati e porzioni di fabbricati. Una quantità enorme ma difficile da gestire. Per questo abbiamo iniziato a lavorare fin subito con l’agenzia del demanio, prima di tutto per conoscere meglio il nostro patrimonio.

Ora mettiamo fine al caos: abbiamo diviso il patrimonio in  nove gruppi e finalmente abbiamo le idee chiare.

Pronta la classificazione del patrimonio regionale. È la prima volta che viene fatto un lavoro simile. Ecco come stiamo lavorando:

La prima fase. Abbiamo preso in considerazione 6.280 unità del patrimonio e le abbiamo classificate in 662 compendi, tra immobili e terreni agricoli su cui è già possibile avviare un percorso di valorizzazione e ottimizzazione.

Il valore totale del patrimonio classificato è di almeno 1,4 miliardi di euro.

La seconda fase. Riguarderà il resto del patrimonio: 1.645 unità  di entità e valore minore a cui si aggiungono anche le 6.685 del Demanio e il patrimonio di Asl, società partecipate e altri Enti.

Riduciamo il debito e abbassiamo le tasse. Sarà possibile grazie alle entrate che otterremo dalla messa a reddito degli immobili che ci consentirà, appunto, di ridurre il debito e alleggerire il carico fiscale sui cittadini.

Nove gruppi per i 662 compendi. L’obiettivo è sempre lo stesso: valorizzare e ottimizzare il rendimento degli immobili. Gli interventi variano a seconda delle caratteristiche dei diversi immobili: dalla vendita, alla permuta con altre pubbliche amministrazioni, a progetti speciali per il territorio e il sociale.

Ecco come abbiamo diviso i gruppi e come vogliamo valorizzare gli immobili.

Compendi cielo – terra, gruppo 1. Comprende 37 compendi, tutti cielo/terra, sia residenziali che non residenziali, per un valore complessivo d’inventario di circa 78 milioni. Tra questi, di particolare pregio i compendi residenziali in centro di Roma di Via Belsiana, Via del Moro e Via di Parione. Un caso particolare riguarda l’Albergo “Al Lago” a Sabaudia che la Regione ha acquisito nel 2011 dopo la soppressione dell’Apt, su cui da oltre vent’anni è in atto un contenzioso che intendiamo chiudere, restituendo il bene alla sua destinazione e alla cittàPer questi immobili si prevede soprattutto la cessione.

Compendi a macchia di leopardo, gruppo 2. Li abbiamo definiti così per le loro caratteristiche e sono in tutto 127. In molti casi non tutti gli immobili all’interno dello stesso compendio sono di proprietà della Regione. Il valore d’inventario stimato è di 193 milioni. Sono inclusi in questo gruppo anche alcuni immobili di pregio nel centro di Roma, tra cui uno in Salita del Grillo e un altro a Largo Goldoni. Per valorizzare questi immobili si ipotizza in particolare la cessione, sia attraverso aste on line che a fondi immobiliari. Per gli immobili attualmente in affitto, invece, stiamo procedendo con la revisione del regolamento di vendita.

Terreni agricoli, gruppo 3. Sono in tutto 256, per un valore d’inventario di circa 55 milioni. Il nostro obiettivo è valorizzare al massimo il patrimonio agricolo.

Sedi istituzionali, gruppo 4. Si tratta di 45 compendi per un valore di circa 400 milioni che potremmo utilizzare per gli uffici della Regione. In questo modo abbattiamo i costi dei fitti passivi e risparmiamo fino a 20 milioni di euro all’anno. Fa parte di questo gruppo anche la Villa le Tortore di Ponza, che la Regione ha acquisito nel 2004 dal Comune di Ponza e che è inutilizzata da allora.

Progetti speciali, gruppo 5. Sono 9 compendi del valore d’inventario di 275 milioni. Tra quelli di particolare interesse storico-artistico ricordiamo Palazzo Calabresi a Viterbo e Palazzo Doria Pamphilj di San Martino al Cimino, Roccarespampani e il Castello di Santa Severa, su cui è già stato portato a termine un intervento di recupero. Vogliamo riaprirli tutti e restituirli alla collettività. È inclusa nel gruppo anche la struttura ex Gil di Ostia, abbandonata da anni, che recuperiamo e in cui apriamo un Ostello della Gioventù. Sugli altri cinque beni di questo gruppo, S.Giacomo, Cto, sede Arsial, Forlanini, che appartengono al sistema del patrimonio allargato regionale, verranno avviati dei percorsi specifici per garantire il miglior uso e la massima valorizzazione.

Possibili permute, gruppo 6.  Questo gruppo include 12 compendi del valore d’inventario di 37,5 milioni. Per le loro caratteristiche, questi beni si prestano ad eventuali permute con altri soggetti istituzionali come l’Agenzia del demanio, le ASL e il Comune di Roma. Tra le permute con il Demanio, ricordiamo quella di Palazzo Nardini, che potrà finalmente ospitare la Biblioteca nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte. Tra le altre cose è prevista anche la permuta con il Comune di Roma di un immobile in Via Monte Bianco che potrà essere destinato alla Casa Museo per Valerio Verbano.

Ex enti, gruppo 7. Sono 18 compendi del valore d’inventario di 5,2 milioni. La modalità di vendita è regolata dalla legge nazionale e vincolata agli utilizzatori.

Uso sociale, gruppo 8. Questo gruppo include 24 compendi del valore d’inventario di 183 milioni che devono essere utilizzati esclusivamente per fini sociali o collettivi a canone agevolato.  Tra quelli che intendiamo valorizzare ci sono i complessi di Viale Adriatico, Via della Vasca Navale, Via Lusitania, Via di Torrespaccata. L’elenco completo dei beni disponibili verrà pubblicato sul sito della Regione.

Gruppo 0.  Include 134 compendi del valore d’inventario di 136,4 milioni su cui attualmente Regione e Agenzia del Demanio stanno approfondendo l’analisi. Sono inclusi in questo gruppo le tenute di Castel di Guido, Borghetto Palidoro, Malagrotta, Isola Sacra.

Finalmente abbiamo messo mano a un tema sul quale non si era mai fatta chiarezza. Non ci fermiamo qui ma andiamo avanti per valorizzare e razionalizzare questi beni che negli ultimi anni spesso hanno rappresentato solo un costo.


Tag: Blog
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