5 settembre 2013 Imprese, ricerca e banche lavorano insieme. Il nostro progetto per lo sviluppo del Lazio Basta con i finanziamenti a pioggia o clientelari. La nostra strategia punta alla creazione di lavori veri. E ora lanceremo un piano per aiutare le nostre aziende a vendere anche all'estero

L’intervista di Paolo Boccacci a Nicola, da La Repubblica, 5 settembre

Governatore Zingaretti, anche il Lazio soffre della crisi. Che fare?
«Innanzitutto partiamo dalla denuncia di una situazione folle e drammatica: una Regione che paga mutui su 10 miliardi di debiti e che ha altri 12 miliardi di debiti ancora da pagare. Ma anche finalmente dalla possibilità di uscire dal tunnel. Vogliamo tornare a creare speranza, futuro e lavoro».

Come?
«Abbiamo già iniziato i pagamenti dei debiti con le imprese e gli enti locali per quasi 2 miliardi, che puntiamo a portare ad 8 nei primi mesi del 2014. Con questa iniezione di liquidità e con le transazioni sui contenziosi rimuoveremo quel macigno di 12 miliardi che strangola l’economia. All’Abi chiederemo una maggiore disponibilità di credito per le imprese, mentre con gli istituti di credito puntiamo a ridiscutere i vecchi mutui per 10 miliardi per abbassare la rata che oggi è di 900 milioni l’anno. Ma anche tutto questo non basta».

Che altro fare?
«Ho scritto a tutte le associazioni di categoria, sindacali e imprenditoriali, e da lunedì prossimo apriremo una sorta di stati generali regionali in cui proporrò la sottoscrizione di un patto per la svolta economica della nostra regione, per lo sviluppo e il lavoro».

In che cosa consiste?
«Dobbiamo chiamare tutte le forze economiche e sociali a a realizzare, con obiettivi concreti e verificabili, un nuovo modello di sviluppo e decidere insieme come utilizzare al meglio le enormi risorse che arriveranno dai fondi europei 20142020. Basta finanziamenti a pioggia o clientelari, ma scelte condivise e orientate alla crescita e alla creazione di nuovi posti di lavoro. Noi non dobbiamo aspettare la ripresa, ma costruire insieme le condizioni per voltare pagina».

Quali sono i punti forti del Lazio da rilanciare?
«Sono molti. Ad iniziare dal fatto che il Lazio è l’area geografica italiana a più alta concentrazione di sapere, ricerca e università. Ma queste risorse non sono mai state in sintonia con la necessità di ricostruire un sistema produttivo. Penso quindi al rapporto virtuoso tra ricerca e green economy o allo sviluppo dell’agenda digitale. Vogliamo sostenere le start up e candidiamo il Lazio a diventare la prima regione italiana per la nascita di nuove imprese, creando lavori veri. Il secondo grande pilastro è rifondare il sistema del credito regionale, riorganizzando Banca Impresa Lazio. Sono anni che la Banca d’Italia denuncia le storture del nostro sistema: ad esempio l’istruttoria di una pratica a Bil costa 6200 euro a fronte di una media di 1000 negli altri istituti».

Per i giovani c`è la necessità di immetterli su un binario che porti poi all’occupazione… 
«Nel mondo il lavoro cresce sono in quelle aree dove si è fatto sistema tra università, imprese e sistema creditizio. Noi abbiamo tutti e tre questi elementi, ma non siamo riusciti a valorizzarli. Per questo il patto per lo sviluppo e il lavoro diventa un fatto strategico. Dobbiamo smetterla di pensare al futuro ognuno per conto suo, ma scommettere che il Lazio possa diventare capofila della ripresa dell’Italia».

Tante leggi e la burocrazia creano una ragnatela di lacci e laccioli che imbrigliano l’iniziativa privata.
«Abbiamo già iniziato a luglio, approvando in giunta la norma taglia leggi che ha cancellato 400 norme regionali, e soprattutto abbiamo istituito un osservatorio che ogni anno monitorerà l’esistenza di altre leggi inutili per eliminarle. Entro ottobre 2013 confermo che la Regione presenterà l’Agenda per la semplificazione, un quadro organico di interventi di sburocratizzazione su cui ci stiamo confrontando con le associazioni e che sarà un altro importante volano per l’economia. Come confermo che entro la fine dell’anno presenteremo il piano regionale per aiutare le nostre imprese a crescere anche sui mercati esteri».


Tag: Blog
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