16 maggio 2013 Assistenza, sanità e trasporti. I cittadini subiscono i danni maggiori dal Patto di Stabilità Le ricette dì austerità a base di tagli e rigore stanno uccidendo l'Italia. E ora di cambiare passo se non vogliamo che questa situazione delirante travolga Regioni e cittadini e diventi ancora più drammatica

da La Repubblica, 17 maggio 2013 – intervista di Valentina Conte

ROMA – «Le ricette dì austerità a base di tagli e rigore stanno uccidendo l’Italia. E ora di cambiare passo se non vogliamo che questa situazione delirante travolga Regioni e cittadini e diventi ancora più drammatica. Per questo chiediamo al governo di battere un colpo e allentare il Patto di stabilità».

Nicola Zingaretti, presidente della regione Lazio, si ritrova dentro un inedito “asse contro il Patto” dei governatori, lanciato per primo ieri da Vendola e a cui hanno subito aderito anche Maroni e Zaia, i presidenti leghisti di Lombardia e Veneto. Vendola parla di “cappio al collo”, definisce il Patto di stabilità “una condanna a morte” perché “cieco e demenziale”.

Cosa succede nelle Regioni?
«Le cifre sono impressionanti. In sette anni, dal 2007 al 2013, le risorse spendibili sono crollate del 45%, da 35 a 20 miliardi. Nel Lazio del 64%. In termini medi pro-capite siamo passati da 836 a 390 euro. Questo significa meno assistenza e sostegno a chi ha bisogno, tagli alle politiche sociali e al trasporto pubblico, sacrifici sugli investimenti. Se non partiamo da questi dati, non capiamo perché la gente si toglie la vita e cresce la disperazione».

Il dossier con i numeri che sostiene la vostra protesta ha dato vita a un “asse” politico inedito che va da Pd a S el e alla Lega.
«Non deve stupire. Sia perché questa battaglia per allentare il Patto è da sempre anche la linea di Vasco Errani che guida la Conferenza delle Regioni e che lunedì 27 maggio ne parlerà con il premier Letta. Sia perché la nostra priorità sono i territori e non i partiti».

Un segnale il governo però l`ha dato, sbloccando i debiti verso le imprese.
«Una boccata d`ossigeno, indubbiamente. Servirà da volano, nel Lazio abbiamo calcolato l`1% di Pil aggiuntivo. Un primo passo che invertirà la tendenza, ma non basta».

Cosa chiedete ancora?
«Un cambio di politica economica. Sono ore importanti, queste. In Europa la Francia è precipitata in recessione. In Germania, per la prima volta, si ragiona se proseguire ancora sulla strada dell’austerity. D’altro canto, dire che le politiche fondate solo sul rigore e senza investimenti hanno fallito è sotto gli occhi di tutti. Dovevano curare il malato, ma il paziente si è aggravato».

Il governo però è alle prese con Imu, Iva, Tares, Cig. La coperta delle risorse è corta...
«Rispetto le priorità del governo e la centralità data all`Imu. Ma bisogna essere anche coscienti del 45% in meno di spesa a disposizione dei cittadini delle Regioni italiane. Nel Lazio taglierò sprechi e costi della politica per 230 milioni nel prossimo triennio. Ma se non cambia la politica economica questi sforzi saranno vani. E la battaglia va fatta anche in Europa, provando a tirare fuori dal Patto i cofinanziamenti per fare gli investimenti».

Come vi muoverete nelle prossime settimane?
«Non faremo spegnere i riflettori. E non escludiamo altre forme di mobilitazione. Vogliamo condizionare il dibattito e sostenere la sfida italiana in Europa».


Tag: Blog
Per partecipare alla discussione sulle ultime attività seguimi su Facebook Se vuoi essere aggiornato sulle notizie più importanti iscriviti alla newsletter.
PUOI LEGGERE ANCHE
parajumpers outlet
buy AAA Replica Watches rolex watches datejust tag heuer replica