25 giugno 2012 Per favore, non uccidiamo il lavoro creativo Un disegno di legge vuole aumentare il carico sui lavoratori con partita iva, che sono concentrati in settori chiave per il nostro territorio: la cultura, la comunicazione, la formazione, la ricerca, il web. È una misura che può dare un duro colpo alla nostra economia e che è necessario rivedere

È in discussione in Parlamento un disegno di legge che vuole aumentare il carico delle tasse sui lavoratori con partita Iva.

Si tratta di una misura pesante: l’aumento dell’aliquota previdenziale per le partite Iva di 6 punti, dal 27 al 33%.

È una misura che grava su lavoratori concentrati in settori chiave per il nostro territorio: la cultura, la comunicazione, la formazione, la ricerca, il web, la cura alla persona, la tutela del patrimonio artistico.

È un settore strategico: il comparto della creatività rappresenta quasi il 5% dell’intero fatturato della Provincia di Roma, un dato superiore alla media nazionale ed europea.

È una misura che può dare un duro colpo alla nostra economia e che è necessario rivedere.

In un recente appello i lavoratori di questo settore hanno chiesto una cosa semplice, sulla quale non si può non essere d’accordo: che dal disegno di legge Fornero si elimini questo aumento.

Non può mancare l’attenzione a questo problema da parte di un amministratore dell’area metropolitana romana.

Ero già intervenuto sul tema ma ora, in vista della discussione in Parlamento mi sembra necessario tornarci.

Il nuovo modello di sviluppo italiano passa per la salvaguardia e il rilancio di questi comparti produttivi ad alto tasso di intelligenza “attiva”: conoscenza, creatività, welfare, creazione di contenuti, produzione artistiche.

Se le nostre aree metropolitane vogliono competere col resto del mondo devono garantire un ambiente di lavoro adatto a far vivere le esperienze di innovazione creativa, che domani potranno garantire nuova crescita.

Inoltre, la loro capacità di fare innovazione è una risorsa preziosa non solo per le imprese e il mercato, ma per tutti, perché questi lavoratori producono innovazione sociale, che è l’unico modo con cui possiamo migliorare la qualità della vita in un periodo di crisi e tagli.

A questo scopo, alla Provincia di Roma, abbiamo sempre sostenuto il settore della creatività in modo concreto.

Abbiamo promosso bandi per il  finanziamento, per sostenere la nascita di aziende nei settori strategici per il tessuto romano, dall’architettura, al disegno industriale, dalla comunicazione, all’editoria, includendo l’industria dello spettacolo e dell’audiovisivo.

Lo abbiamo fatto con le attività del programma Roma Provincia Creativa, che oltre al sostegno economico si occupa di far incontrare i professionisti del settore e stimolare chi vuole intraprendere un percorso lavorativo o imprenditoriale in questo campo.

Ma non solo: creando a Roma la rete per l’accesso il wi-fi gratuito più grande d’Europa abbiamo contribuito a creare un ambiente favorevole a chi lavora in contesti non tradizionali, fuori dal perimetro di uffici e aziende.

In prospettiva dobbiamo ragionare sul consolidamento degli strumenti della formazione permanente, in supporto alla creatività e alla conoscenza, : indispensabili per settori che fanno della formazione e dell’innovazione il loro punto di forza.

Sugli strumenti da adottare c’è tempo per discutere. Intanto, però, sarebbe bene non uccidere il lavoro creativo.


Tag: Blog
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