14 maggio 2014 Il piano per affrontare il problema delle carceri sovraffolate I penitenziari del Lazio ospitano 1889 detenuti in più della loro capienza massima, che è di circa 4900 detenuti. Ecco cosa prevede il piano della Regione e del Ministero della Giustizia per favorire il reinserimento delle persone che hanno scontato la loro pena

Carceri sovraffollate: è un problema drammatico che riguarda anche la nostra regione. I penitenziari del Lazio ospitano 1889 detenuti in più della loro capienza massima, che è di circa 4900 detenuti.  Siamo la seconda regione in Italia per il triste primato dei pochi posti a disposizione.

Abbiamo deciso di intervenire e di affrontare questo problema. Siamo convinti che il periodo della detenzione debba essere l’inizio di un percorso di rieducazione alla legalità. La pena serve a rieducare il detenuto e a migliorare la società.

Il piano con il Ministero per migliorare le carceri. Abbiamo firmato un protocollo con il Ministero. Sono tante le iniziative che abbiamo adottato e che finanziamo con un contributo di 600mila euro: dalle misure alternative per detenuti con problemi di tossicodipendenza al miglioramento dell’edilizia penitenziaria, fino al potenziamento dei presidi sanitari e all’avvio di percorsi di formazione per i detenuti.

Ecco cosa prevede il piano:

Misure alternative per i detenuti tossicodipendenti. Si tratta del 18% del totale dei detenuti. Vogliamo favorire il loro recupero e il reinserimento nella società. Lo faremo anche promuovendo il ricorso a misure alternative alla detenzione.

Edilizia penitenziaria. Individuiamo immobili di proprietà della Regione da destinare ad attività per il recupero e reinserimento dei detenuti. Per sostenere progetti rivolti ai detenuti utilizzeremo anche parte dei beni confiscati.

Presidi sanitari. Vogliamo potenziarli e renderli più efficienti all’interno di tutti i penitenziari del Lazio, anche attraverso l’utilizzo della telemedicina.

Progetti sociali e formazione, con tirocini e diverse attività di formazione e inserimento, anche attraverso incentivi alle imprese. Vogliamo incoraggiare le aziende a far realizzare prodotti  ai  detenuti e ai soggetti più svantaggiati.

Accordi con i comuni sotto i 3000 abitanti, per coinvolgere i detenuti in lavori di pubblica utilità.

Continueremo a lavorare per migliorare la qualità della vita nelle nostre carceri. Verificheremo l’attuazione del protocollo con un tavolo operativo e una Cabina di regia presso il Ministero della Giustizia. E predisponiamo entro il primo bimestre dell’anno un piano integrato con i vari soggetti interessati.  Oggi finalmente cominciamo ad affrontare questo problema.


Tag: Blog
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