29 maggio 2014 Competenze più chiare, spese gestite meglio, norme più semplici: così cambiamo la Regione Per far funzionare meglio lo Stato e la Regione dobbiamo mettere a sistema le varie parti. C’è bisogno di riformare le competenze, che devono essere più chiare e definite. E poi bisogna lavorare per coordinare meglio la spesa pubblica e semplificare le norme

Quando si parla del cattivo funzionamento delle amministrazioni locali spesso c’è la tentazione di centralizzare le diverse competenze. Io a questa logica preferisco quella della rete: se mettiamo a sistema le varie parti il Paese e la Regione funzionano meglio. In particolare, bisogna agire su tre fronti.

Riforma delle competenze,  per superare il principio di ‘interesse territoriale’, definire le diverse responsabilità e introdurre meccanismi di controllo trasparenti. Un esempio? Oggi per la via del Mare hanno competenza tre amministrazioni diverse: Regione, Comune e Provincia di Roma. Per fare al meglio proprio dovere, invece, ciascun soggetto deve avere chiaro il proprio compito, e anche i cittadini devono sapere chi decide.  Questo è importante anche per combattere la corruzione.

Coordinamento della spesa pubblica. L’incapacità di dei diversi soggetti di lavorare insieme e investire risorse su progetti trainanti e competitivi è uno dei grandi ostacoli allo sviluppo del nostro Paese. Un esempio è il turismo: le Regioni spendono circa 550milioni di euro l’anno per la promozione turistica, circa lo 0,4%. Queste risorse non solo sono insufficienti, ma neanche armonizzate con le altre voci di bilancio della regione e con le risorse che provengono dagli altri enti, come l’Europa, lo Stato e i Comuni.

Norme più semplici, a partire dai testi unici e dai nuovi testi di legge, fino ad arrivare all’armonizzazione tra norme europee, statali e regionali. Nel Lazio abbiamo già iniziato: abbiamo tagliato centinaia di norme vecchi e inutili, presentato il testo unico sull’artigianato e presto presenteremo quelli su Commercio e Urbanistica. Stiamo portando avanti una forte collaborazione con le rappresentanze e gli enti locali a partire da Roma Capitale, ma si tratta di una grande operazione che va affrontata a livello nazionale.

Risparmi e tagli agli sprechi sono una priorità ma abbiamo bisogno di lavorare più in profondità anche su questi temi. Una frontiera d’innovazione è la discussione politica che si è aperta sul titolo V della Costituzione e sul rapporto Stato-Regioni.

 


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