12 aprile 2017 Il piano per eliminare le liste d’attesa della Regione Lazio Per rimettere in moto la macchina la Regione stanzia anche dieci milioni di euro: fondi utili a smaltire la massa di pazienti messi in attesa per 11 prestazioni tra le più richieste

di Anna Rita Cillis, La Repubblica, 12 aprile 2017

La novità è l’entrata in scena dei medici di base. Ai quali il piano della giunta guidata da Nicola Zingaretti, voluto per abbattere le annose liste d’attesa nella sanità pubblica, affida un compito ben preciso: la presa in carico dei pazienti occupandosi anche delle prenotazioni di visite ed esami diagnostici. Ma non solo: saranno sempre loro a indicarne la priorità che andrà da “urgente”, e quindi da fare entro 72 ore, “brevi” ( entro 10 giorni), “differibili” ( 30 giorni le visite e 60 gli esamini strumentali), fino a “programmate”, messe in calendario entro 180 giorni. E per rendere operativi gli oltre 5000 medici di famiglia arriverà, nei loro studi, un software in grado di comunicare con il Recup.

Altro tassello fondamentale del programma taglia attese ( operativo grazie a un neo decreto) è l’intramoenia: sarà infatti individuato in ogni Asl e azienda ospedaliera un responsabile, al quale affidare l’agenda delle prestazioni, che dovrà anche vigilare sui tempi delle prenotazioni. In più le Asl che non riusciranno a rispettare i tempi dettati dal decreto vedranno ridotta o sospesa l’attività intramoenia. Ma il piano di Zingaretti affonda anche altrove per rimettere in moto un sistema ingolfato da decenni. E l’ente di via Cristoforo Colombo si dà 12 settimane per provare a far dimenticare ai cittadini del Lazio quella che negli anni si è trasformata in un pietra pesante.

Nuove misure che Zingaretti ha presentato con la ministra Beatrice Lorenzin per la quale «le liste d’attesa sono la bestia nera del rapporto tra i cittadini e la sanità, il piano della Regione è molto efficace perché mette insieme tutte le best practice realizzate al Nord». Per rimettere in moto la macchina la Regione stanzia anche dieci milioni di euro: fondi utili a smaltire la massa di pazienti ( circa 66 mila) messi in attesa per 11 prestazioni tra le più richieste: otto tipi di ecografia e le visite cardiologiche con egc, oculistiche e dermatologiche.

Così da maggio i pazienti saranno richiamati per un nuovo un appuntamento più ravvicinato. Il tutto grazie anche alle aperture delle Asl nei weekend e di alcuni ambulatori fino alle 22. Da settembre per le tre visite più richieste ( cardiologica, dermatologica, oculistica) alcuni ambulatori poi saranno “aperti”: ovvero ci si potrà andare senza prenotare, mettersi in fila e aspettare il proprio turno. «Non è più accettabile che in una struttura pubblica se si paga si fa l’analisi il giorno dopo, se non si può pagare arriva dopo sei mesi. Basta con questa vergogna che produce una drammatica discriminazione sociale», ha spiegato poi Zingaretti.

Prevista anche l’app SaluteLazio per geolocalizzare pronto soccorsi e tempi di attesa e altri servizi. Soddisfatte Cgil, Cisl e Uil, che, come i medici di famiglia hanno firmato l’accordo. Scettiche, invece, le opposizioni: «Fumo negli occhi» per il M5s.


Tag: Blog
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