27 luglio 2017 Sanità, il piano «recall» del Lazio per abbreviare i tempi Sorprendenti le risposte dei cittadini contattati dai centralini delle Asl per anticipare esami e visite. Il 75% sceglie di non cambiare data o l’annullano. Solo due o tre su dieci colgono l’opportunità offerta dal servizio sanitario di saltare la coda

di Margherita De Bac, Corriere della Sera, 27 luglio 2017
«No grazie, non ne ho più bisogno, già fatto altrove». Oppure: «No grazie, non voglio anticipare». Sorprendenti le risposte dei cittadini contattati dai centralini delle Asl per anticipare esami e visite. Il 75% sceglie di non cambiare data o l’annullano. Solo due o tre su dieci colgono l’opportunità offerta dal servizio sanitario di saltare la coda. È l’operazione «recali» prevista dal piano taglio delle liste di attesa della Regione Lazio per le prestazioni più critiche, dove l’anticamera può durare diversi mesi. In tre settimane i centralini hanno eseguito oltre 17.470 chiamate. In 6.014 casi i telefoni hanno squillato a vuoto.

«I primi risultati sono molto interessanti e, se confermati dopo la pausa estiva, evidenzierebbero come la gran parte delle persone ritengano congrua la data fissata in precedenza. Solo uno su 4 è favorevole a cambiare giorno», commenta Alessio D’Amato, direttore della sanità regionale.

Le percentuali dimostrerebbero che in realtà il problema delle liste di attesa non dipende solo e sempre dalla disorganizzazione dei servizi. Forse quei 7 cittadini su 10 che non ritengono necessario anticipare l’appuntamento per un’ecografia o una visita oculistica, non ne hanno urgenza. Secondo, quelli, 3,9%, che revocano l’impegno, si presume abbiano scelto di eseguirlo in privato, pagando una tariffa che in alcuni casi è sovrapponibile al ticket. E hanno dimenticato di cancellarsi dalla lista, liberando un posto. In altre parole, è vero che la sanità pubblica è poco tempestiva, però per sbloccare il meccanismo servirebbe anche la collaborazione dei romani.

In Emilia Romagna chi non si presenta paga un ticket. Il piano di Nicola Zingaretti riguarda 8 prestazioni ecografiche critiche (capo e collo, mammella bilaterale, mammella monolaterale, addome superiore, addome inferiore, addome completo, ostetricia. Ginecologia) e 3 visite specialistiche (cardiologica più elettrocardiogramma. Dermatologica e oculistica). L’obiettivo è rientrare nei tempi previsti per le prestazioni definite differibili, cioè non urgenti: 30 giorni per le visite e 60 giorni per gli esami diagnostici.


Tag: Blog
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