27 aprile 2017 Vicini a chi è in difficoltà: dopo 18 anni il nuovo piano sociale regionale 2017-2019 Uno strumento importante per rafforzare ancora di più il nostro impegno per contrastare le disuguaglianze sociali e la povertà, e per garantire un welfare capace di rispondere meglio ai bisogni delle persone. A disposizione del Piano ci saranno 583 milioni di risorse del Fondo sociale regionale, costituito da risorse statali, risorse regionali e fondi europei. Otto obiettivi per sostenere le persone, le famiglie e i gruppi a maggior rischio di esclusione sociale

Da 18 anni il Lazio non aveva un piano regolatore sociale, una vergogna, così come da 16 anni non aveva una legge sul sociale che recepisse la 328. Ora, finalmente, tutto questo appartiene al passato, perché insieme al mondo del volontariato e dell’associazionismo abbiamo una legge, abbiamo un piano che mette queste condizioni come priorità e soprattutto anche un budget.

Dopo 18 anni di assenza oggi abbiamo presentato il piano sociale regionale da qui al 2019: uno strumento importante per rafforzare ancora di più il nostro impegno per contrastare le disuguaglianze sociali e la povertà, e per garantire un welfare capace di rispondere meglio ai bisogni delle persone. A disposizione del Piano ci saranno le risorse del Fondo sociale regionale, costituito da risorse statali (Fondo nazionale per le politiche sociali e altri fondi nazionali finalizzati), risorse regionali e fondi europei. Gli investimenti complessivi per questo triennio ammontano a circa 583 milioni di euro.

Un manifesto contro le disuguaglianze insieme a tutta la grande comunità di forze del sociale, volontariato e della cultura, affinché la lotta per l’uguaglianza torni ad essere un principio fondante  di una comunità, non devono esserci più occasioni in cui le persone si possano girare dall’altra parte. Si parla della crescita delle disuguaglianze, quasi come se fosse solo un dato statistico, invece, dietro questo dato, c’è la vita delle persone, che impone una scelta di campo.

Otto obiettivi per sostenere le persone, le famiglie e i gruppi a maggior rischio di esclusione sociale:

  1. più investimenti per contrastare la povertà, attraverso misure integrative del reddito di inclusione da poco approvato dal Parlamento;
  2. reti di solidarietà per aumentare la coesione delle comunità locali, migliorando il lavoro tra i soggetti che hanno responsabilità socio-assistenziali, compresi i destinatari degli interventi e le loro famiglie;
  3. potenziamento dei servizi domiciliari e di prossimità, per ridurre l’isolamento e la solitudine delle persone a maggior rischio di esclusione sociale, con particolare riferimento alle persone anziane e con disabilità;
  4. qualità dell’assistenza garantita con l’introduzione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali, per assicurare servizi di qualità in tutti i territori in modo omogeneo in tutto il Lazio, diminuendo le incertezze in merito al diritto alle prestazioni sociali e sociosanitarie;
  5. punti unici di accesso ai diversi servizi, per renderli più accessibili a tutte e a tutti, e consentire di accedere più facilmente ai servizi sociali, soprattutto per le persone più esposte al rischio di emarginazione sociale, attraverso l’integrazione dei sistemi di welfare;
  6. favorire l’autonomia personale, evitando ogni forma di dipendenza assistenzialistica e aumentando l’appropriatezza, la qualità e l’efficacia degli interventi, in una logica di welfare generativo mediante l’adozione di misure che aiutino le persone evitino ogni forma di dipendenza assistenzialistica;
  7. maggiore programmazione e valutazione dei servizi, per migliorare l’efficienza del sistema mediante l’adozione di metodi rigorosi;
  8. più trasparenza e dati affidabili per incrementare la disponibilità e l’utilizzo di informazioni tempestive che consentano una buona programmazione e gestione del sistema dei servizi sociali e sociosanitari.

Ricadute concrete su tutte le tipologie di servizi. In particolare saranno potenziati: i servizi per le persone anziane, in particolare quelli di semiresidenzialità e di assistenza domiciliare, grazie all’utilizzo del Fondo sociale europeo; sono previsti investimenti per favorire l’autonomia delle persone con disabilità, ed evitare situazioni di isolamento ed emarginazione, con il rafforzamento dell’integrazione tra servizi sociali e sanitari; sarà predisposto un Piano regionale per l’infanzia e l’adolescenza, con l’obiettivo di supportare maggiormente le famiglie affidatarie e adottive attraverso la rete dei Centri famiglia regionali, in corso di istituzione.

E poi tanti interventi di promozione delle nuove generazioni: co-housing per studenti e lavoratori fuorisede, orientamento e inclusione lavorativa, servizio civile, contrasto alla dispersione scolastica e alle devianze; proseguirà il rafforzamento della rete di contrasto alla violenza di genere, già avviata con il raddoppio delle strutture di accoglienza realizzato negli ultimi anni.

Inoltre verranno garantite nuove modalità di coprogettazione e partecipazione alla gestione dei servizi sociali tra amministrazioni pubbliche e organizzazioni del terzo settore, in un’ottica di maggiore trasparenza, e saranno supportate forme di programmazione partecipata e di coinvolgimento degli utenti dei servizi.

 


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