12 dicembre 2011 Più solidarietà per una società migliore Troppo spesso in Italia ci sono persone che non ricevono tutele o che sono buttate fuori dal mondo del lavoro e della formazione. Per non abbandonarle, la Provincia mette a confronto associazioni, sindacati e amministratori con gli ‘Stati generali del Welfare’. Tre giorni di dialogo sui servizi alla persona con i protagonisti del territorio per riformare la spesa pubblica con scelte di qualità

Hanno preso il via, al Parco regionale dell’Appia Antica, gli ‘Stati generali del Welfare della Provincia di Roma’. Fino a mercoledì 14 tre giorni di lavoro che vedranno fianco a fianco tutti i protagonisti del welfare sul territorio: sindaci, presidenti di Municipio, assessori e consiglieri dei vari livelli istituzionali, oltre 100 associazioni, responsabili e operatori del terzo settore e dei servizi sociali e sanitari, ordini professionali, sindacati e forze sociali.

“Uno degli elementi della crisi della democrazia italiana e della Repubblica – ha spiegato Nicola – sta nella sua incapacità di dare cittadinanza a tante persone che, o escluse dal welfare o buttate fuori dal mondo del lavoro o dal sistema formativo, si sentono tradite e abbandonate dal modello di società in cui viviamo. Non possiamo rispondere a questo malessere solo con un’alzata di spalle: dobbiamo fare in modo che chi si sente fuori, attraverso riforme e atti concreti, torni a sentirsi cittadino fino in fondo. Il problema è che nel mondo non si capisce più chi decide, e in assenza di un attore che decide tutto diventa più complesso”.

“Il vero problema – ha aggiunto – non è la quantità della spesa pubblica, ma la qualità. Una parte importante della spesa pubblica va indirizzata verso politiche di welfare, che non è assistenzialismo, ma investimenti per migliorare la qualità della società domani. Dobbiamo intervenire per le vittime della disuguaglianza perché in una società senza solidarietà, con tanta povertà e solitudine stiamo peggio tutti. Bisogna voltare pagina”.

Per Nicola “i problemi attuali sono che l’Italia non cresce più, ed è per questo che serve un progetto per un nuovo modello di sviluppo. Ci sono due grandi priorità – ha detto ancora – la prima è la mappa sociale, che è cambiata: serve una riforma del welfare che includa le parti della società che ora ne sono escluse. Il secondo tema è quello della collocazione urbana del modello di welfare, con l’allocazione delle risorse anche nelle aree periferiche. Tutto questo va fatto all’interno di valori chiari, come non fare nessun passo indietro davanti alla crisi e costruire un modello di welfare tra la classe politica e tutti gli attori interessati”.


Tag: Blog
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