19 gennaio 2015 Consegnato dopo 17 anni il nuovo polo oncoematologico del San Giovanni Il nuovo polo, che abbiamo finanziato con 30 milioni di euro in totale, era una delle grandi incompiute della nostra Regione. L’obiettivo è quello della totale presa in carico del paziente in ogni fase della malattia. Pezzo dopo pezzo, stiamo costruendo una vera e propria rete di servizi per i cittadini.

Dopo la Casa della Salute e i poliambulatori aperti nel fine settimana e nei festivi oggi aggiungiamo un altro pezzo della nuova sanità a Roma, sull’altro grande fronte d’innovazione: quello della creazione di poli ospedalieri d’eccellenza. Pezzo dopo pezzo, stiamo costruendo una vera e propria rete di servizi per i cittadini.

Oggi abbiamo aperto il nuovo polo oncoematologico del San Giovanni. È frutto di queste scelte di sistema e di un metodo di lavoro con cui stiamo cambiando volto alla sanità del lazio. Ai cittadini non servono mille ospedali che fanno tutto, in tanti casi su standard medio-bassi, ma un sistema integrato di cure, con poli ospedalieri ad alta specializzazione, per i casi più gravi, e una rete di assistenza sociosanitaria di prossimità per dare risposte tempestive ai cittadini.

Ecco alcune delle più grandi innovazioni che abbiamo messo in campo con questa struttura:

Stop alle incompiute. La prima richiesta da parte del San Giovanni per il nuovo polo oncoematologico risale al 1998, 17 anni fa. Il nuovo polo, che abbiamo finanziato con 30 milioni di euro in totale, era una delle grandi incompiute della nostra Regione: un po’ la Salerno–Reggio Calabria della nostra sanità. noi ci siamo concentrati in questi mesi per arrivare a fine lavori. Ma non solo, abbiamo fatto modo che questo grande investimento fosse valorizzato grazie a un’operazione inedita di riordino dei servizi.

Ecco tutti i servizi del polo oncoematologico. Occupa un’intera ala del Presidio ospedaliero Addolorata e si sviluppa su quattro piani dove si collocano i reparti di radioterapia, oncologia medica e ematologia. Nella parte centrale dell’edificio sono collocati i relativi ambulatori e day hospital e nella parte laterale le degenze. Il polo è già in esercizio in ambienti ristrutturati e umanizzati. La struttura è dotata di risorse tecnologiche quantitative e qualitative di ultima generazione, tra cui, oltre alla Tomoterapia già in funzione, 2 linac con collimatori multilamellari a 120 lamelle, 1 simul-TC multislice a 16 strati e attrezzature per la brachiterapia.

Rendiamo operativo il nuovo polo ai massimi livelli. Per questo abbiamo integrato i reparti di oncologia del S.Giovanni e quelli del S.Eugenio. E poi abbiamo aumentato il personale, per ematologia abbiamo creato una sinergia con il Pertini e aperto la collaborazione con medici e infermieri del Celio. Tutto questo perché non serve aprire nuove strutture e dotarsi di macchinari tecnologicamente avanzati, se poi non si è nelle condizioni di farli funzionare al 100%.

Mai più cittadini soli nella lotta ai tumori. Per realizzare la nuova rete oncologica, di cui questo nuovo polo è uno dei centri di punta, abbiamo creato un gruppo di lavoro che sta lavorando alle linee guida sulle diverse tipologie di tumore per definire l’intero percorso di cura: dai programmi di screening per l’anticipazione diagnostica, fino ai centri di cura, divisi per livelli di complessità.

Al centro della rete c’è il paziente. L’obiettivo è quello della sua totale presa in carico, in ogni fase della malattia: si individua la malattia più tempestivamente possibile; si indirizza il paziente verso le strutture più appropriate, secondo percorsi definiti, lo si assiste con i sistemi di cura più avanzati.

Una battaglia di civiltà: umanizzazione e assistenza psicologica. Della presa in carico fa parte anche la piena assistenza psicologica al paziente e alla sua famiglia, che è parte integrante del percorso terapeutico. C’è in questo nuovo polo un esempio concreto di innovazione su un tema che deve diventare uno dei punti rivoluzionari della nuova sanità: quello che riguarda la dignità dei malati.


Tag: Blog
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