26 aprile 2007 Lotta alla contraffazione: storica decisione del Parlamento Europeo

Il 25 aprile il Parlamento Europeo ha approvato a maggioranza (374 voti a favore, 278 contro e 17 astenuti) la prima proposta di direttiva finalizzata ad armonizzare gli ordinamenti penali dei 27 Stati membri. È una scelta senza precedenti e un passo decisivo verso il completamento del mercato unico europeo. Ma anche, e soprattutto, una decisione che ricolloca l’Europa sul binario della competitività e dello sviluppo.
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Guarda il video della votazione!
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Con l’adozione del Rapporto Zingaretti relativo all’introduzione di sanzioni penali a tutela dei diritti di proprietà intellettuale, il legislatore europeo agisce su due importanti settori, in determinati casi coincidenti: un sistema di sanzioni penali dai parametri uniformi e una normativa comune per contrastare i fenomeni della produzione e distribuzione di merci contraffatte su scala commerciale. Il primo strumento, insomma, che gli Stati nazionali possono impugnare per stabilire misure omogenee e realmente deterrenti, cioè penali, contro l’import su larga scala di beni contraffatti e piratati.
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I dati trasmessi qualche giorno fa dall’Alto commissario contro la contraffazione parlano chiaro: l’Italia è il primo consumatore, in Europa, di “falsi” provenienti dai mercati asiatici. Una emorragia di risorse e utili che colpisce in ugual misura industrie, lavoratori, consumatori ed erario pubblico.
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Ora, se il Consiglio riuscirà a superare le resistenze di alcuni Stati (Regno Unito in testa, refrattario a disposizioni penalistiche e interessato marginalmente ai flussi di merci contraffatte), la direttiva potrebbe essere presto pubblicata sulla Gazzetta ufficiale e divenire strumento di azione e procedibilità presso le corti giudiziare degli Stati membri.
Ma cosa dice il testo? Per i reati su larga scala, che dimostrino una evidente volontà di dolo, gli Stati dovranno prevedere sanzioni massime mai inferiori ai quattro anni di detenzione e multe dai 100.000 ai 300.000 euro. Estesi poteri di confisca per le autorità pubbliche, ma anche la possibilità – in un mercato già privo di frontiere interne – di istituire squadre investigative transfrontaliere, composte da autorità investigative di più paesi e, in particolare, formate anche dalle autorità di quei paesi che gestiscono le frontiere esterne dell’Unione.
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Un dispositivo legislativo, quello del Rapporto Zingaretti, che esclude dal campo di applicazione il regime brevettuale, troppo complesso per essere valutato in sede penale, e le violazioni commesse dagli utenti non a scopo di lucro.
Peccato notare, tuttavia, che alle aperture di Zingaretti per una soluzione condivisa non abbia fatto seguito lo stesso senso di responsabilità da parte di alcune organizzazioni dei consumatori. Già, perché pur riconoscendo le importanti novità introdotte dal relatore a tutela della non perseguibilità dei consumatori, c’è chi ha puntato al rialzo, a sostegno di improvvisati emendamenti che, fin dal primo momento e contrariamente a quelli presentati dal Zingaretti, non avevano alcuna possibilità di essere approvati. Va tuttavia dato atto ai deputati del Centrosinistra italiano, ma anche ai popolari, di aver colto con accortezza le garanzie giuridiche contenute negli emendamenti presentati da Zingaretti.
Ora occhi rivolti verso il Consiglio, dove una decisione è prevista entro il mese di maggio.
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Vai al comunicato stampa del Parlamento Europeo
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“LOTTA AI FALSI: STORICA DECISIONE DEL PARLAMENTO”
Il 25 Aprile il Parlamento Europeo ha approvato il Rapporto Zingaretti sulla proposta di direttiva relativa all’introduzione di sanzioni penali a tutela dei diritti di proprietà intellettuale.

Nicola Zingaretti, relatore per il Parlamento Europeo, ha così commentato l’esito della votazione:

” Il voto di oggi è di straordinaria importanza. Il Parlamento europeo va avanti nella lotta alla contraffazione e alla piateria, ma si oppone alla criminalizzazione dei consumatori. L’assemblea ha finalmente deciso di procedere a passo spedito verso il completamento del mercato interno. E ha lanciato un messaggio inequivocabile a chi profitta delle merci contraffatte, a chi minaccia la competitività del nostro “made in”, a chi specula sul lavoro nero, a chi si fa gioco dei consumatori e sottrae enormi risorse all’erario pubblico.

Per la prima volta, il Parlamento Europeo dice ‘sì’ all’armonizzazione degli ordinamenti penali nei 27 Stati membri. Non più, quindi, nicchie di impunità, ma uno spazio di certezza giuridica per combattere efficacemente la criminalità organizzata impegnata nel traffico di merci contraffatte: medicine, cosmetici, tessile, accessori, alimenti, cd e dvd.

Il compromesso è di grande equilibrio, anche perché esclude esplicitamente dalle sanzioni penali gli utenti del web e perché non interviene nelle discipline per le quali, nel corso degli anni, il diritto civile si è dimostrato uno strumento più efficace di quello penale: i brevetti.

Questa direttiva è a favore dei consumatori europei, perché li tutela dai rischi connessi all’utilizzo delle merci contraffatte: giocattoli contenenti solventi pericolosi, medicinali dannosi, cosmetici tossici, prodotti alimentari recanti etichettature false, e tante altre fattispecie potenzialmente nocive.

Per questo motivo, mi sembra del tutto incomprensibile e contraddittorio l’atteggiamento assunto dai vertici di Bruxelles di alcune organizzazioni dei consumatori e degli utenti. E dispiace notare che molti, in buona fede, abbiano dato ascolto a tali cattivi consiglieri che, predicando la tutela dei consumatori, hanno in realtà fatto il gioco di potenti lobby esterne, mettendo in pericolo gli emendamenti a garanzia dei diritti dei consumatori europei”.
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“NIENTE CARCERE PER IL DOWNLOAD”
Dichiarazione di Nicola Zingaretti, Relatore
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“Con il voto di oggi, il Parlamento Europeo ha approvato un testo che armonizza le sanzioni penali degli Stati membri nella lotta alla contraffazione. E lo fa adottando un mio emendamento che tutela i consumatori, in quanto recita che, dal campo di applicazione delle sanzioni penali, «sono esclusi gli atti effettuati dagli utenti privati per finalità personali e non lucrative».

Credo sia una soluzione equilibrata e ragionevole, perché la tolleranza zero riguarda ora la contraffazione su larga scala, mentre per le violazioni del diritto d’autore a titolo privato non ci sarà carcere: stiano tranquilli gli utenti del web, perché nessuno di loro verrà toccato da questo nuovo e importante strumento legislativo. L’Europa utile è anche questa, perché non c’è mercato unico senza regole comuni, e non c’è equità al di fuori di un diritto mite: nessuna esitazione contro la criminalità organizzata ma tutela dei consumatori e degli utenti della rete”.

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Tag: Blog
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