22 maggio 2007 Ricongiungimento familiare: uguali diritti per tutti i cittadini europei

Nicola ha presentato alla Commissione Europea, insieme al Presidente dell’Intergruppo per i diritti LGBT Michael Cashman, una interrogazione per chiedere che venga garantita la piena trasposizione della Direttiva 2004/38 sul ricongiungimento familiare. Il testo della direttiva stabilisce che il ricongiungimento debba essere riconosciuto anche alle coppie di fatto.
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“Ricongiungimento familiare: una interrogazione per chiedere uguali diritti per tutti i cittadini europei”
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Dichiarazione di Nicola Zingaretti, eurodeputato Ds-Pse
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Una interrogazione scritta alla Commissione Europea per chiedere che venga garantita l’effettività della Direttiva 2004/38 sul ricongiungimento familiare a tutti i nuclei familiari, eterosessuali o omosessuali che siano.
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Questa l’iniziativa intrapresa oggi dagli eurodeputati Nicola Zingaretti, dei Ds-Pse, e Michael Cashman, laburista britannico e Presidente dell’Intergruppo per i diritti LGBT.
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“Le disposizioni Ue sul ricongiungimento familiare sono chiare – ha precisato Zingaretti – in quanto definiscono che gli aventi diritto al ricongiungimento familiare siano anche coloro i quali hanno contratto una unione civile ai sensi e per gli effetti dell’ordinamento giuridico della oramai grande maggioranza degli Stati membri”.
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La vicenda prende spunto dal caso di un cittadino italiano che, dopo aver conseguito unione civile con un cittadino neozelandese, si è visto prima accogliere la richiesta di ricongiungimento familiare da parte delle autorità italiane e poi, in seconda istanza, rifiutare la stessa per “ragioni di ordine pubblico”.
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“La direttiva del 2004 è incontrovertibile – ha aggiunto l’eurodeputato diessino – perché stabilisce che reiezioni della richiesta di ricongiungimento familiare motivate da giustificazioni estranee al caso individuale o attinenti a ragioni di prevenzione generale non devono essere prese in considerazione. La libera circolazione delle persone deve essere garantita a tutti, come sancito dall’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, che vieta qualsiasi discriminazione, ivi compresa quella fondata sull’orientamento sessuale”.
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Questa è l’ennesima dimostrazione della necessità che l’Italia ha, insieme agli altri Stati membri, di adeguarsi rapidamente alle disposizioni Ue, per garantire l’effettività del diritto comunitario e procedere verso un quadro armonizzato di regole”.
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Strasburgo, 22 Maggio 2007
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Vai al pdf dell’interrogazione
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Tag: Blog
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