1 febbraio 2007 Lotta alla contraffazione e alla pirateria

Nicola è il relatore, per il ” Parlamento europeo, della proposta di direttiva “relativa alle misure penali finalizzate ad assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale”.
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Nel 2004 la Commissione Europea ha proposto ” la direttiva 2004/48/EC mirante ad inasprire le sanzioni civili a tutela dei diritti di proprietà intellettuale. Dopo due anni, e alla luce dell’enorme giro di affari che ruota intorno alle organizzazioni criminali impegnate nell’attività di contraffazione e pirateria, il Parlamento europeo è ora impegnato nella discussione di una nuova proposta di ” direttiva, questa volta riguardante l’inasprimento delle sanzioni penali.
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La proprietà intellettuale (copyright, trademark, diritto d’autore, ecc) riguarda ogni aspetto dei beni materiali e immateriali che vengono correntemente prodotti e commercializzati. Essa viene violata ogni qualvolta un soggetto -quasi sempre le organizzazioni criminali- si appropria di un’idea registrata da terzi e ne ricava un profitto: è così, ad esempio, nel caso dei capi di abbigliamento ” recanti loghi falsi, oppure quando un contenuto artistico e creativo (un cd, un libro, ecc.) viene riprodotto su scala commerciale senza l’autorizzazione del legittimo detentore dei diritti. Ogni uso e riproduzione ” per scopi privati e non lucrativi non è condotto su scala commerciale, e quindi non perseguibile.
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Il livello di protezione che viene oggi assicurato ai detentori di proprietà intellettuale in Europa differisce da Stato a Stato, mentre i mercati asiatici e americani possono beneficiare di legislazioni uniformi, ” all’avanguardia e in grado di colpire la concorrenza sleale dei contraffattori di professione. ” Questo squilibrio legislativo danneggia in particolare ” la competitività dei mercati europei e di quelle filiere caratterizzate da alti standard qualitativi (come, ad esempio, il settore dell’abbigliamento o delle produzioni tipiche).
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Ma la contraffazione è un fenomeno che riguarda tutti i settori della catena produttiva: i lavoratori del settore, il cui numero si assottiglia proporzionalmente con il proliferare delle attività criminose di pirateria; e i consumatori, alle prese con merci non sicure e, talvolta, nocive (per esempio, il mercato dei farmaci contraffatti o quello dei tessuti recanti sostanze chimiche o coloranti pericolose).
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Il testo proposto dalla Commissione (<a target="_blank" href="javascript:void(0);/archivio/3/COM_COM20060168_IT.pdf" .
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