19 giugno 2005 Buon compleanno Aung!

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Il 19 giugno Aung San Suu Kyi, la leader del movimento birmano per la democrazia, ha celebrato il suo sessantesimo compleanno.
Aung è agli arresti da 9 anni e 239 giorni. E’ l’unica vincitrice del Premio Nobel ancora in detenzione.
Nel 1990, il partito politico “Lega Nazionale per la Democrazia”, presieduto da Aung, ha ottenuto l’80% dei voti. Tuttavia, la giunta militare birmana non gli ha mai concesso di esercitare il mandato degli elettori.

Segue – la lettera scritta da alcuni leader mondiali in occasione del sessantesimo compleanno di Aung.
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A una donna coraggiosa
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Sono passati due anni, ormai, da quando Aung San Suu Kyi, la grande leader della democrazia in Birmania, è stata arrestata per l’ultima volta.
Il 30 maggio 2003 una formazione militare ha aggredito la vettura nella quale stava viaggiando, uccidendo molti militanti.
La vita di Aung San Suu Kyi è stata segnata dalla lotta per tenere vive le speranze di pace, giustizia e democrazia del suo popolo. Il 19 giugno ha compiuto 60 anni.
La sua situazione ci addolora profondamente e rappresenta un oltraggio ai nostri principi politici. Il suo arresto è un affronto a tutte quelle persone che credono nella libertà, nella democrazia, nei diritti umani e nel supremo diritto dei cittadini di scegliere il loro destino.
La giunta militare che detiene il potere in Birmania ha negato ad Aung San Suu Kyi e alla Lega Nazionale per la Democrazia la vittoria nel 1990, nonostante la NLD si fosse aggiudicata 392 dei 485 seggi parlamentari. Pur avendo indetto le elezioni, il regime militare si è sempre rifiutato di lasciare il potere e, al contrario, da allora ha inaugurato una campagna di aggressione e repressione nei confronti dell’opposizione.
Aung San Suu Kyi è una donna coraggiosa e sappiamo che non esiterà a dimostrare, ancora una volta, la sua grandezza che il mondo le ha riconosciuto nel 1991, quando le venne attribuito il Premio Nobel per la Pace. Per parte nostra, vorremmo ribadire il nostro impegno nel continuare a sostenere la libertà per il popolo birmano e il suo diritto di vivere in democrazia.
Esigiamo dal regime militare che venga avviato un vero processo di riconciliazione nazionale e una pacifica transizione verso la democrazia e per il rilascio dei prigionieri politici in Birmania.
La difesa dei diritti umani non conosce frontiere. Per questa ragione, forti delle nostre convinzioni etiche e politiche, uniamo la nostra voce a quella di quanti difendono e onorano Aung San Suu Kyi. E proprio per questo chiediamo agli altri leader politici, intellettuali, artisti, giovani e, infine, a tutti i nostri cittadini di unirsi insieme per chiedere giustizia e libertà per questa grande leader birmana.
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Ricardo Lagos, Presidente del Cile
Thabo Mbeki, Presidente del Sud Africa
Goran Persson, Primo Ministro della Svezia
Helen Clark, Primo Ministro della Nuova Zelanda


Tag: Blog
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