16 maggio 2008 La prima seduta del Consiglio provinciale Si è svolta oggi la prima seduta per il Consiglio provinciale di Roma presso l’Aula Giorgio Fregosi di Palazzo Valentini.

Nel corso della mattinata Giuseppina Maturani è stata eletta presidente del Consiglio provinciale con 28 voti favorevoli. Con 17 voti l’Aula Fregosi ha eletto vice presidente vicario il consigliere Francesco Petrocchi; con 27 voti favorevoli è stato eletto vice presidente il consigliere Sabatino Leonetti.

La neo presidente del Consiglio provinciale ha affermato: “Ringrazio i consiglieri e le consigliere che hanno voluto affidarmi un compito così importante, quello di presiedere il Consiglio di un ente prestigioso come la Provincia di Roma. Il mio impegno sarà quello di garantire l’imparzialità“.

La presidente Maturani ha quindi ricordato che nella passata consiliatura e’ stato approvato il nuovo Statuto della Provincia di Roma che conferisce anche “importanti elementi di valorizzazione del Consiglio. Sento fortemente la responsabilità di rappresentare questo Consiglio e di guidare i lavori di questa aula. Metterò a disposizione strumenti che possano favorire il lavoro di tutti i consiglieri e le consigliere ma anche la partecipazione attiva dei cittadini e delle associazioni”.

Nicola ha fatto i suoi auguri a Pina Maturani per l’elezione alla presidenza del Consiglio provinciale: “Un prestigioso e autorevole incarico, che sono certo saprà ricoprire con la competenza e l’equilibrio che l’aula Fregosi con i suoi consiglieri in questi anni le hanno sempre riconosciuto. Un ruolo istituzionale di alto profilo che sono certo Pina saprà interpretare al meglio garantendo l’imparzialità e la rappresentanza democratica dell’aula. Voglio rivolgere un augurio di buon lavoro ai due vicepresidenti del consiglio provinciale, Sabatino Leonetti e Francesco Petrocchi, chiamati ad un ruolo di grande rilievo e responsabilità. Sono certo che con la loro competenza sapranno garantire la piena rappresentanza a tutte le forze politiche”.

Nel discorso inaugurale di fronte agli eletti Nicola ha citato una frase di Leonardo Sciascia, secondo cui “la sicurezza del potere si fonda sull’insicurezza dei cittadini”.
“I dati delle forze dell’ordine – ha spiegato Nicola – parlano di una efficace lotta al crimine e di una riduzione dei reati. La percezione di insicurezza  è prodotta da altri fattori: degrado, illegalità diffusa, solitudine. Dal crollo della qualità della vita nei ceti meno abbienti e non ultima dall’uso scellerato che del tema della sicurezza si fa, non per risolvere problemi ma per cavalcare le tigri del malcontento e lucrare un consenso effimero. Insieme serve uno sforzo immenso di prevenzione che non significa ‘fare ronde’, ma asciugare il brodo in cui l’illegalità vive”.

Nicola ha poi elencato alcune delle principali linee guida per la prevenzione, come il progetto di illuminazione e videosorveglianza per tutte le stazioni ferroviarie e metropolitane leggere. La battaglia per la sicurezza è innanzitutto una battaglia di libertà: di circolare, di uscire di casa, di andare a lavorare o divertirsi”. Ma sicurezza anche come “lotta alla mafia e al crimine organizzato, alle infiltrazioni camorristiche negli appalti e impegno per l’educazione alla legalità nelle scuole”. Ed infine sicurezza come “serenità e benessere”, sia sociale che economico.
Nicola ha ricordato la nuova stagione che la sua amministrazione e’ chiamata ad inaugurare, per “un nuovo rinascimento”.

Di fronte ai 45 consiglieri e alla Giunta di 12 assessori ha indicato una “direzione di marcia”. “Per noi innovare dire sostanzialmente due cose: investire sulla specificità dei singoli territori, favorendo la crescita di tutte le aree e di tutti i comuni a partire dalle loro vocazioni. Non lasciare sole le comunità. Seconda svolta è il lancio di un grande progetto di modernizzazione delle infrastrutture, in primo luogo quelle viarie e del trasporto, ma anche reti immateriali come la banda larga nelle scuole, il collegamento gratuito e senza fili su tutto il territorio delle provincia. Entro i primi 100 giorni prepareremo un piano economico e finanziario per avviare il progetto”.

“Quella a cui penso è una Provincia profondamente europea – ha aggiunto Nicola – che si apre, compete e guarda con fiducia al domani perché comprende quanto nell’integrazione europea risieda il futuro stesso e il benessere della nostra comunità nazionale”, citando alcune frasi di Luigi Einaudi alla Costituente nel 1947 e parlando di una ‘provincia europea’ non solo come “fondi e progetti in grado di aprire nuovi processi di sviluppo territoriale”, ma soprattutto come “valori di uguaglianza, di pace, progresso e sviluppo”.

Essere senza timori nella competizione globale, come una grande area metropolitana come quella di Roma può e deve fare.


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