26 settembre 2008 “Non dimentichiamo San Suu Kyi”. La gigantografia della leader democratica birmana a Palazzo Valentini

Una gigantografia di Aung San Suu Kyi da oggi campeggia all’ingresso di Palazzo Valentini dove Nicola, al fianco di Piero Fassino, inviato speciale dell’Unione Europea per la Birmania, e del presidente del Consiglio provinciale Pina Maturani, ha scoperto un’immagine della leader dell’opposizione al regime militare. ”
“Aung San Suu Kyi libera” si legge sull’immagine e ancora “settembre 1988 – settembre 2008 vent’anni di lotta per i diritti e la democrazia in Birmania”. L’iniziativa è stato organizzata in occasione del ventesimo anniversario della nascita della Lega per la democrazia.
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“Un atto di testimonianza per dimostrare che non dimentichiamo quello che è successo un anno fa in Birmania, – ha detto Nicola – che non vogliamo spegnere i riflettori su quel paese. Compito delle istituzioni democratiche è non dimenticare. Questo è un atto che non facciamo come Giunta ma che coinvolge l’intera istituzione di Palazzo Valentini. In questi giorni, esattamente un anno fa, iniziava la rivolta dei monaci tibetani che fu repressa nel sangue. È importante testimoniare che noi non dimentichiamo la Birmania ma soprattutto il leader democratico San Suu Kyi. Per questo non spegneremo i riflettori su questa drammatica vicenda che è lontana ma che ha bisogno della solidarietà e della mobilitazione della comunità internazionale”.
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Nicola ha poi ricordato la visita a Palazzo Valentini dell’ex ostaggio delle Farc Ingrid Betancourt “quello – ha detto – è uno degli esempi in cui la pressione internazionale ha portato ad una soluzione, evitando che la questione finisse nell’oblio”. Nel 1999 Nicola, componente di una delegazione, insieme a Walter Veltroni si recò in Birmania per esprimere il sostegno al ‘movimento per la democrazia’, incontrando il premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi.
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Alcune date chiave
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• Settembre 1988: Aung San Suu Kyi fonda la Lega per la Democrazia, dando vita ad un grande movimento non violento contro il regime birmano instaurato dal generale Saw Maung
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• ” Luglio 1989: la giunta militare pone per la prima volta Aung San Suu Kyi agli arresti domiciliari.
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• ” Maggio 1990: il regime accetta di convocare le elezioni. Nonostante la detenzione di Aung San Suu Kyi, le pesanti intimidazioni e le violenze, la Lega per la Democrazia vince con l’82 per cento dei seggi parlamentai. Il regime rifiuta di convalidare il risultato.
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• ” Dicembre 1991: ” Aung San Suu Kyi, ancora detenuta agli arresti domiciliari, riceve il premio Nobel per la Pace
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• ” Gennaio 1992: Aung San Suu Kyi annuncia l’intenzione di utilizzare gli 1,3 milioni di dollari ricevuti con il Nobel per costituire un sistema sanitario e di istruzione a favore del popolo birmano. ”
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• ” Luglio 1995: incalzata dalla pressione internazionale, la giunta militare accetta di rilasciare Aung San Suu Kyi dopo sei anni di detenzione. Le è, tuttavia, impedito di lasciare il Paese.
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• ” 2002: a seguito di forti pressioni delle Nazioni Unite, il regime riconosce ad Aung San Suu Kyi una maggiore libertà d’azione
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• ” Maggio 2003: una pattuglia di militari apre il fuoco contro il convoglio sul quale Aung San Suu Kyi viaggia con numerosi sostenitori. Molte vittime, lei salva per miracolo. La giunta militare usa l’incidente come pretesto per porre nuovamente Suu Kyi agli arresti domiciliari, dove si trova tuttora, isolata dal mondo.


Tag: Blog
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