18 novembre 2008 Serve un nuovo patto per Roma

“In un momento di crisi come questo e’ fondamentale assumere scelte forti, inviare segnali di fiducia, cambiare passo: partire da una consapevolezza comune della situazione per stringere un nuovo patto per Roma fra istituzioni, forze produttive, associazioni e sindacati che tracci un perimetro di azioni condivise". E’ un passaggio della lettera Nicola ha inviato al presidente della Regione Lazio e al sindaco di Roma per sottolineare la necessità di lavorare insieme a un nuovo ‘Patto per Roma’.
“Continuo a credere, con ostinazione e fiducia – ha scritto Nicola – che un’intesa sulla costruzione della città metropolitana di Roma Capitale sia, oggi ancor di più, non solo possibile ma razionale e necessaria. Necessaria perché si basa su come offrire risposte efficaci alle problematiche crescenti della nostra area vasta e razionale perché capace di raccogliere e armonizzare le diverse istanze che oggi si confrontano. Penso che continuare a parlare di Roma Capitale e della città metropolitana come di due istanze di riforma contrapposte generi solo confusione. Sono convinto, al contrario, che si tratta di due istanze fortemente convergenti e sulle quali sia possibile stringere, oggi, un Patto su tre punti fondamentali:
 ”
1. Sostegno convinto al finanziamento di 500 milioni di euro l’anno che il governo ha promesso al Comune di Roma. Questi soldi rappresentano un successo del Sindaco e della maggioranza e tutti dobbiamo esserne contenti, perché rappresentano un’importante risorsa da investire. Da subito. Anzi, propongo di individuare insieme forme di concertazione e monitoraggio di tutti gli altri investimenti sull’area romana, a cominciare dagli oltre 400 milioni di euro che la Provincia ha stanziato per i prossimi 3 anni su infrastrutture, scuole, formazione, innovazione e sport.
2. Ma se queste risorse vogliono essere spese, davvero, per il bene di Roma, dobbiamo dimostrare il coraggio storico di indicare una prospettiva più ampia e rivolta al futuro. Dobbiamo spenderle guardando alla Capitale come area vasta, comprendendo che i problemi e le opportunità oggi non si fermano al Grande Raccordo Anulare, ma vanno ben oltre. E dunque, mentre si spendono giustamente questi soldi, costruire, entro la fine di questa legislatura, la Città Metropolitana di Roma Capitale come nuovo ente di governo dell’area vasta, in sostituzione della Provincia e del Comune di Roma, con sede in Campidoglio, l’elezione del sindaco di Roma Capitale, la trasformazione dei municipi in comuni metropolitani, un consiglio dei sindaci di tutti i comuni come organo di rappresentanza del territorio e, soprattutto, funzioni chiare sulle materie più importanti. Io credo ad esempio almeno ” i rapporti con gli altri organi dello Stato: rapporti con la Santa Sede, con le Istituzioni internazionali che hanno sede a Roma e con le istituzioni dell’Unione Europea; governo del territorio e pianificazione urbanistica; viabilità e trasporti; grandi infrastrutture; sicurezza e protezione civile; tutela e valorizzazione dei beni culturali e ambientali; commercio e turismo; promozione dello sviluppo economico e dell’occupazione; coordinamento dei servizi di area vasta nei settori dell’assistenza sociale, dell’istruzione e della formazione.
3. E, infine, nello stesso percorso, completare la nuova architettura istituzionale trasformando la Regione Lazio in Regione a Statuto Speciale perché la devoluzione di competenze a Roma Capitale non rappresenti uno svuotamento ma, anzi, un’opportunità. E dunque, insieme all’area vasta di Roma, è importante garantire un giusto equilibrio di poteri e risorse anche alle Province circostanti, indicando, a partire dall’assetto istituzionale, le condizioni per una crescita omogenea di tutto il territorio interessato dalla riforma.
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno ha dichiarato di aver apprezzato l’iniziativa. “Un gesto di disponibilità – ha detto – Quello che per noi è determinante è che la riforma di Roma Capitale non venga rinviata ma che si possa fare rapidamente dentro il federalismo fiscale perché Roma non può attendere ancora una diversa governance”.


Tag: Blog
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