18 marzo 2009 Viaggio della Memoria: la violenza si vince con la giustizia

L’intervista di Nicola a ‘E Polis’

Trecento ragazzi di Roma e provincia alla fine del mese partiranno alla volta di Auschwitz, per il Viaggio della Memoria organizzato dalla Provincia di Roma”.

La cosa più bella è stata la risposta dei ragazzi”: Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma da poco meno di un anno, accompagnerà gli studenti al campo di concentramento con l’assessore alla Scuola Paola Rita Stella e il delegato alla Memoria, Umberto Gentiloni.
  
Presidente, la Memoria fa parte del dna del nostro Paese. Qual è il suo valore in questo momento storico?
E’ stata sempre importante, ma ora sul tema dell’Olocausto bisogna raccogliere la staffetta del ricordo e trasmetterla alle nuove generazioni. Siamo all’inizio di un percorso di formazione con studenti e docenti, ai quali abbiamo distribuito materiale ad hoc, un quaderno del viaggio. Bisogna usare la testimonianza.

La Memoria può avere un ruolo educativo nei confronti dei ragazzi?
Assolutamente sì. La scuola non serve solo a imparare a fare due più due, che è una cosa che bisogna fare. Ma è il luogo della formazione dei cittadini: essere cittadino vuol dire avere una coscienza, e la storia è una parte integrante di essa. E il ruolo è ancora più importante in un momento in cui la scarsezza della programmazione in tv rappresenta la negazione della criticità per i giovani.

A proposito di giovani ed educazione. Se la scuola è un luogo di formazione , lo è ancora di più l’università. Ecco, proprio qualche giorno fa a Roma Tre sono riapparse spranghe, ci sono stati scontri tra gruppi di studenti di diverso colore politico. Cosa ne pensa?
Noi viviamo in una fase di violenza politica come la nostra città ha vissuto in anni passati. Quello che non deve avvenire è il rischio che qualcuno si senta impunito nelle sue azioni violente. Penso al raid di qualche mese fa negli studi della Rai del quale ancora non si conoscono i responsabili, a quello nella sede della Cgil il quale è rimasto totalmente impunito o ai fatti poco chiari di piazza Navona. Dobbiamo evitare il ritorno agli anni di violenza politica, questo va impedito non con le parole ma garantendo giustizia.

Gli anni della violenza politica, gli Anni di Piombo: il nostro Paese ha fatto pace con quel periodo storico?
Questo è un tema lontano dalla nuova generazione che non si sente legata agli anni Settanta che in quella forma vanno condannati.

Tornando al Viaggio delle Memoria. Lei rappresenta un territorio che durante il periodo della Resistenza si è distinto con i tanti partigiani nel sopportare la pressione dei nazifascisti e avendo un ruolo importante nella liberazione. Con quale spirito compie questo viaggio che porta alla mente quel periodo?
La cosa più bella è stata proprio la risposta dei ragazzi al viaggio, che ha coinvolto l’attenzione di questa generazione. Sono coinvolte sessanta scuole, quaranta delle provincia e venti della Capitale, per un totale di 240 studenti e 60 docenti con i quali stiamo facendo un corso di formazione. Per la memoria del passato, la cosa che fa piacere è la grande responsabilità e la grande sensibilità dimostrata dai ragazzi.


Tag: Blog
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