13 gennaio 2006 Il “caso Unipol” e la forza dei Ds

Primo: nel dibattito sulla scalata Unipol a Bnl, «siamo riusciti a dividere gli errori politici da un aggressione che aveva l’obiettivo di annientarci, ” con il documento unitario della Direzione abbiamo ricostruito le basi per un’offensiva». Proprio nelle ore in cui il presidente del consiglio vara la strategia dei veleni nelle procure, l’incontro con la sezione Ds Portuense – Villini, a Roma, è per Nicola Zingaretti l’occasione per ripercorrere le vicende concitate delle ultime settimane, l’offensiva contro la Quercia, ma anche le perplessità che l’operazione Unipol ha suscitato in tanti militanti. Per dire ad esempio che il problema, nei giorni più caldi, non è stato solo «il polverone sollevato da Berlusconi», ma «l’alleanza di soggetti diversi e autonomi, uniti dall’interesse di colpirci».
Inutile girarci intorno: «Anche qualche nostro alleato si è illuso che attraverso una nostra difficoltà si potesse avvantaggiare e se questo succede è soprattutto colpa di una legge elettorale che, frammentando le coalizioni nella competizione proporzionale, spinge qualcuno a dare più importanza al proprio un per cento che all’obiettivo comune». Poi c’è stata la campagna di alcuni grandi organi di stampa: «Il Corriere della Sera ha seguito una strategia politica: ” l’idea che il Paese si governa dal Centro, con un Partito Democratico ben diverso da quello che abbiamo immaginato in dieci anni di Ulivo».
Però attenzione: «Non c’è nessun complotto, e in Italia i poteri forti non esistono. Semmai esistono poteri deboli, perché se fossero davvero forti i poteri industriali non avrebbero bisogno di condizionare la politica». E invece, «hanno paura che un pezzo fondamentale del centrosinistra sia rappresentato da una forza autonoma che per avanzare le sue idee non chiede permesso a nessuno, neanche al direttore del Corriere della Sera. È un sistema terrorizzato dall’idea che in questo paese possa esserci un cambio di maggioranza e una coalizione sorretta da una forza capace di garantire l’autonomia e il cambiamento».
Ben venga, insomma, l’autocritica, perché «nella vicenda Unipol un errore c’è stato: non aver capito che l’Opa veniva portata avanti dentro un quadro di relazioni e fra personaggi di una fragilità drammatica». Il compito dei Ds, però, è ora un altro: «Dare forza all’Unione: c’è bisogno di unità ” e idee. Consolidiamo l’unità dei riformisti e facciamo dell’Ulivo il punto di equilibrio della coalizione. Ripartiamo dalla piattaforma programmatica presentata a Firenze, che è uno dei più avanzati punti programmatici che la sinistra italiana abbia mai messo in campo, per contribuire con i nostri alleati all’agenda del prossimo Governo».
Sullo stesso argomento, vedi l’intervista di Nicola al Corriere della Sera


Tag: Blog
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