4 gennaio 2010 Regionali, Nicola: “Senza alleanza con l’Udc sarei andato allo sbaraglio”

Corriere della Sera Roma del 3 gennaio 2010

Da ieri mattina Nicola Zingaretti ha fatto perdere le tracce di sé. Quando tornerà? “Dopo il 15, quando non si potrà pi sciogliere la Provincia…, sussurrano i suoi uomini, ricorrendo ad una battuta. In realtà starà fuori pochi giorni, lino al 7, ma il messaggio è chiaro: quando nel centrosinistra si dovrebbe decidere chi sarà il candidato alle regionali, con una serie di incontri programmati tra il 4 e il 5, Nicola, 45 anni a ottobre, stacca la spina. Chi lo conosce bene, lo descrive come ‘infastidito’, ‘deluso’, persino ‘arrabbiato’.

Lui, il presidente della Provincia, in privato si sfoga: “Se mi fossi candidato, mi avrebbero mandato allo sbaraglio…”. Perché? Presto detto. ‘Zinga’, il fratello del commissario Montalbano, il cavallo del centrosinistra che non perde mai, ha fiutato, come dice, ‘puzza di bruciato’ intorno alla candidatura e si è fatto da parte. In questi giorni ha capito di aver fatto la scelta giusta: “L’Udc voleva prima fare l’accordo sulla Puglia e poi nel Lazio. Per cui non era vero che tra me e la Polverini avrebbero scelto me. E così mi sarei trovato allo scoperto, senza alleanza già fatta”.

Ragionamento che Zingaretti ha fatto con Pierluigi Bersani, col segretario regionale Alessandro Marzoli, con gli eletti del Pd, ribadendolo in pubblico e in privato. Per questo, ieri mattina, ha letto con un certo stupore le dichiarazioni di Enrico Letta che ha detto di “poter provare a convincere Zingaretti”. “Nicola non ci parla da otto mesi…”, dicono ancora i suoi uomini più fidati, quelli che lo assistono da sempre.

Una squadra giovane, motivata, sempre la stessa da anni: il portavoce Andrea Cappelli, il capo ufficio stampa Emanuele Lanfranchi, il capo della segreteria Stefano Del Giudice, il capo di gabinetto Maurizio Venafro. E poi consulenti di primo piano, come l’economista Giampaolo Manzella, figlio di Andrea. “Tutta gente – ha detto Zingaretti – che non si trova nei normali percorsi del partito. Erano con me al comitato elettorale, me li sono portati in Provincia. Credo sia giusto puntare sui giovani e, dopo due anni, l’effetto a Palazzo Valentini si vede”.

La campagna per il wi-fi, la family card, le iniziative culturali, la protesta sul tetto con quelli dell’Ispra: il tentativo, insomma, di far uscire l’istituzione dai paludamenti della politica e portarla a contatto con la gente. Un contatto che Zingaretti cerca, e mantiene, nonostante il mestiere che fa. Gli accorgimenti? «Quattro volte la settimana mi impongo di cenare a casa». E poi? La spesa la domenica mattina, a via Cola di Rienzo. La corsa, due volte la settimana, allo stadio delle Terme di Caracalla. Le cene con gli amici e le riunioni di staff sul terrazzo dell’appartamento dietro piazza Mazzini: Zingaretti si mette ai fornelli e prepara da mangiare. Cavallo di battaglia, i primi, di tutti i tipi.

E poi le file al pronto soccorso del Fatebenefratelli, per accompagnare la moglie Cristina, conosciuta ai tempi del liceo: Nicola, nato a Villa Bonelli, poi trasferitosi coi genitori al Serafico, era al Socrate (Garbatella), lei al Mamiani. In un corteo studentesco, la scintilla. Cristina lo segue nell’ombra, senza mai esporsi. Amano il basso profilo, i coniugi Zingaretti. Lui usa la macchina familiare, rinunciando all’auto blu presidenziale (se non per le uscite di rappresentanza). Lei, quando il marito vinse la sfida per palazzo Valentini ad aprile 2008, lo raggiunse nel quartier generale di via della Lega Lombarda in autobus. Un grande amore, quello tra Nicola e Cristina, dal quale sono nate due bambine: Agnese e Flavia, di nove e sei anni. Il papà, tutte le mattine, le accompagna a scuola a piedi. E le altre mamme, vedendolo, quasi impazziscono. Così come restano di stucco giovani e anziani, vedendolo sbrigare le incombenze domestiche. Una volta, alla cassa di un supermarket, un anziano lo ha riconosciuto e gli ha chiesto se poteva fare qualcosa per i pensionati: l’idea della ‘family card’ è nata così.

Ma Zingaretti, finora, è stato soprattutto un politico vincente, che non ha mai perso una sfida: la guida della Figc romana, segreterie romane e laziali dei Ds prima e del Pd poi, elezioni europee (dove raccolse 220 mila voti), la Provincia. a girato il mondo, da responsabile dell’Internazionale socialista giovani, ha maturato esperienze, ha capito come girano le cose. Sa di avere un fratello famoso, e quando gli chiedono di Luca, Nicola – ormai – la prende a ridere. Tanto che, chi ne cura le campagne elettorali, ha confezionato un video divertente. Si vede Zingaretti, il politico, che entra nei centri anziani, o alle manifestazioni, e qualcuno che – inevitabilmente – gli domanda se con lui c’è anche «il commissario Montalbano». ” Il titolo del dvd è tutto un programma: ‘Portace tu’ fratello’.

E successo una volta sola, in una manifestazione a Frascati. «Vi vorrei presentare il futuro presidente della Provincia…», disse l’attore. Era il 29 marzo 2008 e quell’augurio, da lì a poco, sarebbe diventato realtà. ” Il resto, ora, è tutto da vedere.


Tag: Blog
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