15 gennaio 2010 L’incontro degli amministratori locali con il pontefice. Nicola: “Combattere la povertà è garantire sicurezza”

L’anno che sta iniziando, è stato indicato dall’Unione Europea come Anno Europeo della Lotta alla Povertà e all’Esclusione Sociale. Io credo che tutte le persone di buona volontà e in primo luogo chi ha responsabilità pubbliche non possono non guardare a questa scelta come a un impegno e una opportunità per segnare la propria agenda. Dobbiamo farlo perché lottare contro la povertà e l’esclusione sociale non vuol dire solo occuparsi materialmente di chi ha più bisogno, come anche certamente andrà fatto, ma significa riflettere, credere e impegnarsi per costruire un modello di convivenza sociale più equo e inclusivo”. Così Nicola nel corso del suo intervento durante l’udienza degli amministratori locali con papa Benedetto XVI. “Combattere la povertà non significa solo affrontare uno scandalo del nostro tempo ma garantire alla nostra società più coesione e sicurezza – ha aggiunto – I fenomeni sempre più diffusi di contrazione del benessere – estesi ormai, come ci dicono i dati delle rilevazioni statistiche, anche ad ampi strati del ceto medio – le nuove disuguaglianze, la crescente precarizzazione dei rapporti di lavoro, lo sradicamento dai luoghi di origine alla ricerca di un impiego, l’emergere di nuove tensioni e conflitti legati a situazioni di degrado urbano sono tutti fattori alla base di quella crescente percezione di precarietà esistenziale che è il vero motore dell’insicurezza, dell’insoddisfazione, della chiusura particolaristica nei confronti del prossimo e in particolare dell’intolleranza che conduce a respingere il diverso da sé. Quella che emerge è una vera e propria sfida sui valori: tra chi alimenta con furbizia le paure e le usa e chi sceglie di indicare nell’inclusione sociale e nell’integrazione culturale, nella solidarietà, una chiave fondamentale per la crescita complessiva della nostra società”. ”
“Gli amministratori – ha sostenuto Nicola – non possono fermarsi ad un generico appello ai valori della tolleranza possono fare molto di più. La convivenza civile non può che basarsi sulla definizione di un sistema comune di regole da rispettare e su una definizione inclusiva dei diritti e dei doveri della cittadinanza dentro cui possano crescere la tolleranza, il confronto e l’accoglienza, senza cadere in errori del passato, quando si è rischiato di confondere la tolleranza con una sorta di relativismo giuridico in cui non era più definito l’insieme di regole comuni su cui fondare il patto sociale di convivenza tra i cittadini. Per questo – ha continuato – ci stiamo con forza impegnando per ospitare nelle prossime settimane nella sede della Provincia gli Stati generali della Cittadinanza, un appuntamento rivolto a parlamentari del nostro territorio, associazioni, forze sociali e produttive. Nel nostro Paese si parla tanto e giustamente di riforme, ma c’è bisogno, e ci impegneremo per questo, affinché si affermi un idea di riforme estensive ripeto della cittadinanza come opportunità di costruzione di una comunità più giusta e solidale per evitare il rischi che la bella parola riforma non significhi arroccamenti in difesa di modelli superati e quindi si generi negazione di diritti, paura”.
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Un’altra grande sfida riguarda l’urgenza di definire i paradigmi di un nuovo modello di sviluppo per la nostra comunità, come ha opportunamente e incisivamente osservato nel Suo messaggio diffuso il primo gennaio in occasione della Giornata Mondiale della Pace quella che emerge con forza è la sfida di indicare un nuovo modello di sviluppo, la ricerca di un nuovo e più duraturo equilibrio tra il progresso dell’umanità e la disponibilità di risorse del mondo in cui vive. Un anno fa – ha detto ancora Nicola nel suo intervento – in questa sala, ragionavamo, non senza apprensione, sulle conseguenze che la crisi innescata dal crollo della finanza globale avrebbe prodotto nel nostro territorio. E proprio Lei, fin da allora, ci invitava a guardare come la crisi economica che la comunità mondiale stava attraversando fosse in realtà connessa a ‘una crisi strutturale, culturale e di valori. Oggi, appare ormai evidente come la crisi sociale e produttiva nella quale siamo tuttora immersi contenga dentro di sé una ancor più profonda crisi etica, un vuoto di senso. Ad essersi esaurito non è solo un ciclo economico: è un sistema di sviluppo. È arrivato, cioè, il momento di prendere atto che un modello di crescita esclusivamente quantitativo, quello che viene abitualmente sintetizzato dall’indicatore Pil, l’idea stessa di progressivo arricchimento individuale che è alla base di questo modello, non sono più in grado di garantire alle generazioni, sia presenti che future, benessere e vivibilità del pianeta”. Per Nicola “solo in questo nuovo equilibrio, l’uomo potrà ritrovare le ragioni di quello sviluppo ‘vero e integrale di cui ci parla, in modo illuminante, l’enciclica Caritas in veritate, la consapevolezza che l’uscita dall’arretratezza economica, un dato in sé positivo, non risolve la complessa problematica della promozione dell’uomo e che solo la ricerca di un nuovo equilibrio potrà consentire di superare le attuali distorsioni e tornare, così, a valorizzare la centralità del bene comune contro il prevalere degli egoismi e degli interessi particolari, ‘il bene di quel noi-tuttì – per citare ancora le Sue parole – formato da individui, famiglie e gruppi intermedi che si uniscono in comunità sociale”.
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Al termine dell’incontro col Papa, Nicola ha voluto sottolineare che, pur nella sua solennità, è stata un’occasione in cui c’è stato poco di formale: un incontro concreto in cui si è entrato nel merito delle cose da fare per il bene comune. Nicola ha poi tenuto a sottolineare come sul territorio regionale “la Chiesa sia molto di più di un semplice alleato: è un fondamentale componente del tessuto aggregativo senza il quale le città sarebbero più povere e violente”. Relativamente all’appello del Papa ad aiutare le famiglie numerose, infine, Nicola ha ricordato le 14mila richieste per la Family card, “una carta con la quale artigiani e commercianti applicano sconti alle famiglie meno abbienti del territorio”.


Tag: Blog
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