1 aprile 2010 Renzi non può capirmi. Lui è un carrierista

La lettera di Nicola al Corriere della Sera di oggi
Matteo Renzi Sindaco di Firenze mi dà del vile. E’ molto arrabbiato. Pochi mesi prima di andarsene da presidente della Provincia, per fare demagogia abbassò delle tasse. Non poteva farlo. La Provincia di Roma, danneggiata come altre, fece ricorso, il governo intervenne e ci diede piena ragione. Ma poco importa, Renzi non pagò nessun prezzo perché, grazie a un cervellotico regolamento correntizio, ha potuto vincere le primarie per il Comune ottenendo solo il 40 per cento dei voti.
Forse ora vuole fare il segretario nazionale del Pd. Niente di male. Ma appartiene a quella categoria moderna di politici senza pensiero che, non avendo idee innovative, usa l’antico metodo della denigrazione, conquista spazi e poltrone gettando fango sugli altri. Non è la prima volta: di solito commenta gli eventi dopo e sparando contro la sua parte (mai contro la destra) fa notizia e ottiene paginate intere. Ora, governando Firenze e non conoscendo nulla del Lazio, gli sono bastate 24 ore per capire tutto.
Non varrebbe la pena replicare, se la questione non riguardasse un tema a me molto caro e credo centrale per il Pd: la credibilità della sua classe dirigente e il rispetto dell’elettorato e delle Istituzioni. Io non mi sono candidato alla Regione Lazio perché un anno e 10 mesi fa ho vinto, in una giornata drammatica, le elezioni provinciali di Roma. Abbiamo chiesto il voto per governare la Provincia della capitale, con quattro milioni di abitanti, e dopo due anni non si scappa se passa un altro treno più bello e più di lusso. La politica non è carriera. Lo so che per alcuni è difficile crederci, ma questo è esattamente il problema dei mostri che si stanno formando nel nostro partito. C’erano altri dirigenti del Pd che avrebbero potuto candidarsi senza abbandonare le istituzioni? Non lo so, ma questa è un’altra storia, ne discuteremo e torneremo a vincere.
L’unica cosa che dimostra l’intervista di Renzi è che il problema del Pd non è solo la difficoltà di una vecchia classe politica ma anche il rischio che taluni nuovi riescano ad esprimere solo il metallico rumore del nulla e dell’offesa.


Tag: Blog
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