18 aprile 2010 Nicola: “Il Pd sia aggressivo sulle riforme”

L’intervista di Roberta D’Angelo – Avvenire 18 aprile 2010 ”
Dice che «la principale alleanza che dobbiamo avere è con gli elettori», e questo è il vero punto di snodo del Pd. Dice che la leadership non è una questione di oggi, perché con la Direzione di ieri «finalmente si è usciti con nettezza da una discussione sugli scatoloni delle identità generiche ed è stata fatta la proposta di un progetto per l’Italia che apre un campo di lavoro». Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, è pronto ad «andare all’offensiva sulle riforme».
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Presidente, ci sono tre anni alle elezioni. il. problema della leadership è rinviato o le correnti stanno già lavorando?
«Credo chela piattaforma indicata da Bersani sia la precondizione per andare verso il superamento della dialettica congressuale, Perché, quando diciamo di costruire un’agenda su lavoro, welfare e sapere e chiediamo un confronto tra noi e l’Italia, non ho paura del pluralismo delle idee, ma delle correnti che in assenza dì idee sono una necessità per gestire il potere.
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E’ quello che vi è mancato per vincere le elezioni?
Sì, ed è quello di cui oggi abbiamo bisogno, perché la situazione che il voto ci consegna è una massa di elettorato sempre più consistente lontano dalla vita politica e dal voto, che vede un crollo sia per noi che nel Pdl.
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Non della Lega…
La Lega ha vinto sul terreno politico perché è più condizionante nel centrodestra, ma neanche li c’è una fase espansiva, per questo ora puntano a una riforma costituzionale che sopperisca al problema di consenso elettorale.
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Ci starete anche voi al tavolo delle riforme?
Noi dobbiamo aggredire e andare all’offensiva sulle riforme. Dare al sistema politico maggiore efficienza e maggiore coerenza. Il punto è di evitare il restringimento di spazi democratici e dare efficienza e trasparenza alla macchina statale con garanzie certe. Su questo la destra ha fallito.
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Il semipresidenzialismo con una nuova legge elettorale non darebbe garanzie?
In un Paese così spaccato in due penso che figure super partes e garanti di tutti siano elementi importanti per il mantenimento di una unità e solidarietà nazionale.
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Sulle riforme avete già una linea condivisa o ieri è iniziata la riflessione?
Sono stati indicati dei capitoli molto evidenti per riuscire a costruire un soggetto innovativo. Il primo è il lavoro: come creano, come la nuova generazione entra sulla base del merito e con un nuovo modello di welfare. C’è il tema del fisco: come rompiamo lo schema pei cui l’evasione è vista come un elemento di liberazione, quando è un elemento di mortificazione delle risorse. E il grande tema dell’università e della scuola.
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Veramente ogni volta che si è tentato di toccare questi temi, vedi l’università, c’è stata una rivolta generale.
Perché o c’e stata mortificazione o si intaccano poteri consolidati e non si è pensato al benefici per tuffi. La destra fonda la sua forza nella demolizione dello Stato e del concetto di bene comune.
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Nel Pd ad avere il contatto con la gente siete soprattutto voi amministratori locali: lei Chiamparino..siete una minaccia per la leadership di Bersani?
Non penso proprio. Spero che questa ricchezza venga vissuta come un valore. Chi vince intercetta quella domanda di innovazione e concretezza che viene dall’elettorato. Questa forza va messa al servizio di un bene comune, perché quello che è importante è il progetto per il Paese, e non può essere la riproposizione di un’Italia passata.


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